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Cronaca

IL CASO/ Hollande difende De Luca: chi spiega ai francesi cos'è il terrorismo?

Erri De Luca (Infophoto)Erri De Luca (Infophoto)

Vediamo cosa dice De Luca in una intervista: "Il 16 marzo è accaduto qualcosa di importante. Alla domanda del giudice se siano aumentati i sabotaggi alla Tav dopo la mia intervista, il responsabile della Questura di Torino ha dovuto rispondere: 'No'. Hanno dovuto ammetterlo. D'altronde gli attacchi più violenti sono avvenuti nella primavera-estate del 2013, e cioè prima che io parlassi. In seguito alle mie frasi, invece, si può dire che le azioni contro la linea Torino-Lione sono diminuite. Il 20 maggio ci sarà il mio interrogatorio. Se mi chiede cosa mi aspetto, dico che non mi aspetto nulla. Ma voglio ricordare che, se l'opinione pubblica italiana è inerte, parallelamente centomila persone hanno deciso di acquistare il mio pamphlet 'La parola contraria' (scritto da Erri De Luca per raccontare la genesi e il significato del processo a Torino, ndr). Un acquisto di solidarietà, e non solo letterario. Questo per me ha molto significato, così come significano molto i circoli di lettura sparsi in tutta Italia dove, sempre per solidarietà nei miei confronti, si leggono i miei libri".

Dunque niente di drammatico. Anzi, tanta pubblicità per lo scrittore. Eppure Hollande ha ritenuto opportuno intervenire con una dichiarazione molto pesante per la giustizia italiana. Qui sta il vero fatto grave. Non abbiamo solo da sopportare che l'Europa sia guidata dalla coppia tedesco-francese. Abbiamo anche da essere giudicati come figli minori del padre francese. E' rivoltante. Vergogna, e qualcuno del governo italiano protesti!

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COMMENTI
25/03/2015 - Fratel Erri e fratel François (Massimo Mascolo)

Per motivi che ho rappresentato altre due volte su codesta testata, quando assisto a un ennesimo cordone sanitario internazionale a favore di De Luca mi viene l’orticaria. Già mi lascia perplesso l’importanza sproporzionata che anche editori cattolici e finanche il quotidiano Avvenire concedono a questo personaggio dall’infausto connivente passato durante gli “anni di piombo” (ai quali partecipò non con crimini diretti, a quel che si sa, ma come responsabile del servizio d’ordine di Lotta Continua a Roma; avete presente Roma anni 70, io c’ero purtroppo) mai rinnegati e sempre giustificati, oh, certo, in modo letterariamente elegante. Assodata la pubblicità commerciale fatta ai suoi libri, mi incuriosisce l’ineffabile Hollande e il suo governo gallo-interventista che ha innescato, tra l’altro, il disastro libico che ora fa tremare tutti. Quel che mi disorienta è una domanda che è venuta d’istinto, non l’ho cercata: il paladino Hollande che afferma “a nome della Francia posso sostenere la libertà d’espressione” è il medesimo Hollande che ha sostenuto le azioni volute dal suo governo e dalla sua polizia repressiva nei confronti di portatori di semplici magliette col logo della “Manif pour tous”, malmenati e trattenuti in custodia cautelare? Cosa dire: chi si è allattato alle mammelle delle ideologie totalitarie non si smentisce mai, cambiano i contesti, ma le si cerca in forme nuove, NoTav o gender che sia, la prole è quella, non è vero fratel Erri e fratel François?