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AEREO CADUTO/ 2. Il pilota Airbus: ecco cosa può essere successo

Pubblicazione:mercoledì 25 marzo 2015

Familiari delle vittime (Infophoto) Familiari delle vittime (Infophoto)

Un aereo della compagnia low cost Germanwings con a bordo 150 persone si è schiantato sulle Alpi francesi mentre viaggiava sulla rotta Barcellona-Dusseldorf. L’Airbus A320, volo numero 4U 9525, si schiantato tra Digne e Barcelonnette. Nessuna delle persone a bordo si è salvata. Il ministro degli Interni francese Valls ha fatto sapere che è stata trovata la scatola nera, anche se la causa dell’incidente non è conosciuta e il pilota prima dello schianto non ha lanciato alcun segnale di mayday. Ne abbiamo parlato con Fabio Peppucci, comandante Airbus in servizio e direttore del dipartimento tecnico Anpac.

 

Comandante, un testimone ha riferito: “Non c’era fumo, ma data l’altitudine che aveva non poteva passare le montagne”. Come valuta questa testimonianza?

Questa per gli investigatori è un’informazione importante. Rivelando che l’aereo non aveva al suo seguito tracce di fumo e che non c’erano fiamme porta a escludere tutta una serie di problemi al motore. Non vi sarebbe stata perdita di carburante né altre situazioni che si sarebbero manifestate attraverso scie di fumo o fiamme visibili.

 

Per l’Ansa, l’aereo avrebbe tenuto una rotta anomala. A lei risulta?

Da quello che ho potuto appurare, la rotta dell’aeromobile non è stata in linea retta, ma i voli non sono mai guidati dal controllo del traffico aereo per rotte dirette verso la destinazione. Il piano di volo di un velivolo commerciale prevede instradamenti gestiti dai responsabili del traffico aereo che possono anche in una prima fase discostarsi da un’ipotetica traiettoria diretta.

 

Che cosa ne pensa della velocità con cui l’aereo ha perso quota?

Dai dati che abbiamo a disposizione non sembra che questa discesa sia stata particolarmente rapida. E’ iniziata una discesa dalla quota di crociera di 38mila piedi, cioè 10.600 metri, con un inizio piuttosto dolce per poi incrementare il range in discesa intorno alle 3.800/4.000 leghe al minuto (mille metri al minuto). E’ una velocità di discesa che a quelle quote potrebbe anche essere impostata come manovra.

 

E’ possibile che ci fosse una depressurizzazione interna?

Potrebbe essere una delle ipotesi, che testimonierebbe il fatto che l’aeroplano ha mantenuto la quota di crociera per poco tempo e poi ha cominciato una discesa. E’ la manovra che si fa in una condizione di depressurizzazione, ma questa è sempre un’ipotesi e occorrono dati più oggettivi e attendibili. Ciò non potrà avvenire se non grazie all’analisi dei registratori di bordo.

 

In caso di depressurizzazione, i piloti avrebbero perso conoscenza?



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