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AEREO CADUTO/ 2. Il pilota: una tragedia "figlia" dell'11 settembre

Pubblicazione:venerdì 27 marzo 2015

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E' stato il copilota, Andreas Lubitz, 27 anni, a fare schiantare contro una montagna della Provenza l'Airbus A320 diretto da Barcellona a Dusseldorf. Sembra che Lubitz soffrisse di depressione. Fatto sta che la sua lucida volontà suicida ha trascinato con sé nella morte anche le 150 persone che stavano a bordo. Si è chiuso nel cockpit e ha avviato la procedura di discesa controllata, una manovra di routine fatta con rigore, senza dire una parola, senza un'emozione (la scatola nera gli attribuisce una "respirazione normale" fino all'ultimo). Molto adesso si dirà di lui, e si parla già di nuove regole, come quella del doppio pilota in cabina (lo hanno annunciato ieri Alitalia e EasyJet). Secondo Danilo Recine, pilota di linea e membro del coordinamento nazionale piloti dell'Anpac, occorre ripristinare il Pilot Advisory Group (Pag), una struttura di ascolto che è stata eliminata per ragioni di risparmio.

Ora sappiamo che tutto è accaduto a causa di Andreas Lubitz, 27 anni, tedesco di Montabaur, 630 ore di volo. Sono tante o sono poche?
Sono giuste per il livello di età anagrafica e di addestramento che quella persona aveva.

Lei che idea si è fatto?
Le rispondo da pilota, non da inquirente e nemmeno da uno che può fare discorsi sul profilo psicologico di Lubitz. Che dire… Certo la sua lucidità è stata impressionante: ha fatto tutto in modo perfetto, ragionato, impostando la discesa in modo tale da non destare il minimo sospetto. Ora dobbiamo chiederci che cosa si può fare in futuro per evitare il ripetersi di una tragedia come questa.

E che cosa risponde?
Posso dirle che fino al 2002 anche in Italia le compagnie aeree principali erano dotate di una struttura assai efficace, chiamata Pilot Advisory Group (Pag). Uno sportello di ascolto al quale il pilota si sentiva libero di segnalare le proprie difficoltà, protetto dall'anonimato. Naturalmente tale struttura aveva un costo.

Come funzionava?
Se dicevi: ho questo problema, non posso volare, venivi aiutato, ti veniva garantita un'adeguata assistenza psicologica. E mantenevi il posto di lavoro. Una situazione come quella di Lubitz sarebbe stata nota, la si sarebbe affrontata, e la tragedia forse si sarebbe potuta evitare.

Che cosa non va nelle compagnie?
Si taglia tutto ciò che si può tagliare, beninteso sempre entro il limite di quanto è previsto dalle norme. In questo modo però si vanno ad abolire servizi  che in un'azienda di trasporto aereo civile, a mio modo di vedere, restano fondamentali in tema di addestramento e prevenzione.

Lei quindi è molto critico con le compagnie low cost.
Non si tratta soltanto delle low cost, ma anche di alcune major. Chi non ha la Pag non viola le regole, ma la domanda è un'altra: la compagnia che se ne dota, fa una cosa utile? Io credo di sì.

E' vero che i regolamenti europei permettono che un pilota rimanga solo in cabina di pilotaggio, mentre quelli statunitensi no? 


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