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Cronaca

BUONA DOMENICA DELLE PALME 2015/ Auguri e citazioni, le parole di Papa Francesco (oggi, 29 marzo 2015)

Buona domenica delle Palme 2015, giornata che segna l'inizio della Settimana Santa in cui i fedeli ricordano la trionfale entrata di Gesù. Gli auguri e le parole di Papa Francesco 

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Augurando una buona Domenica delle Palme che apre alla Settimana Santa, Papa Francesco ha ricordato oggi nell’omelia che "Dio si umilia per camminare con il suo popolo". L’anno scorso, invece, il Santo Padre aveva sottolineato che "questa settimana va avanti nel mistero della morte di Gesù e della sua risurrezione. Abbiamo ascoltato la Passione del Signore. Ci farà bene farci soltanto una domanda: chi sono io? Chi sono io, davanti al mio Signore? Chi sono io, davanti a Gesù che entra in festa in Gerusalemme? Sono capace di esprimere la mia gioia, di lodarlo? O prendo distanza? Chi sono io, davanti a Gesù che soffre?". E’ celebre anche la frase di Giovanni Paolo II, secondo cui "la pace non può regnare tra gli uomini se prima non regna nel cuore di ciascuno di loro". San Giovanni della Croce, fondatore dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi, disse invece che "la croce di Cristo è il bastone su cui appoggiarci che alleggerisce e rende più facile il cammino".

Papa Francesco ha inaugurato la Settimana Santa con la celebrazione della Santa Messa della Domenica Delle Palme davanti a moltissimi fedeli in Piazza San Pietro a Roma. L’omelia del Pontefice ha focalizzato l’attenzione sull’umiltà: “Al centro di questa celebrazione, che appare tanto festosa, c’è la parola che abbiamo ascoltato nell’inno della Lettera di Filippesi ‘Umiliò sé stesso’, l’umiliazione di Gesù” ha esordito Papa Fracesco “Questa parola ci svela lo stile di Dio e, di conseguenza, qualche deve essere del cristiano: l’umiltà. Uno stile che non finirà mai di sorprenderci e di metterci in crisi: a un Dio umile non ci si abitua mai!”. Continuando, il Santo Padre ha approfondito e spiegato il significato delle sue parole iniziali, facendo comprendere a tutti i fedeli perché Dio sceglie la strada dell’umiliazione di fronte al suo popolo: “Umiliarsi è prima di tutto lo stile di Dio: Dio si umilia per camminare con il suo popolo, per sopportare le sue infedeltà. Lo si vede bene leggendo la storia dell’Esodo: che umiliazione per il Signore ascoltare quelle mormorazioni, quelle lamentale! Erano rivolte contro Mosè, ma in fondo andavano contro di Lui, che li aveva fatto uscire dalla condizione di schiavitù e li guidava nel cammino attraverso il deserti fino alla terra delle libertà”. Papa Francesco è passato poi a parlare di quanto ci aspetta nella Settimana Santa, dal tradimento di Guida, fino all’arresto e alla morte in croce del Signore, al rinnegamento di Pietro e alla Resurrezione: “In questa Settimana, la Settimana Santa, che ci conduce alla Pasqua, noi andremo su questa strada dell’umiliazione di Gesù. E solo così sarà “santa” anche per noi”.

Giornata che segna l'inizio della Settimana Santa, sempre nella domenica che precede la Santa Pasqua, nel corso della Domenica delle Palme i fedeli ricordano la trionfale entrata di Gesù nella città di Gerusalemme. Qui il Figlio di Dio arrivò trasportato da un asino e si ritrovò ad essere accolto con grida di giubilo da una folla festante, che salutò la sua entrata nella città mettendo dei mantelli in terra e sventolando rami di palma. Dal punto di vista della celebrazione liturgica, la Domenica delle Palme di solito inizia partendo da un luogo esterno alla chiesa dove il celebrante lascia cadere la sua benedizione sui rami di palma (simbolo di trionfo) o ulivo in mano ai fedeli, passaggio che precede l'inizio della processione che porterà i convenuti fin dentro la chiesa. Poi si dà il via alla santa messa con il racconto della Passione di Gesù: il prete legge i passi che riportano le parole di Cristo, mentre spetta ad altre due persone leggere le parole pronunciate rispettivamente dal popolo e dallo storico. Contrariamente a quanto avviene in occasione delle precedenti domeniche di quaresima, in quest'occasione i paramenti del celebrante sono di colore rosso. In genere, nella domenica delle palme i fedeli conservano i rami benedetti o li scambiano con i propri cari in quanto simbolo di pace. Come avviene da qualche parte, i rametti bagnati con acqua benedetta nel corso della veglia di Pasqua vengono usati anche per benedire il cibo che le famiglie mettono in tavola nella domenica di Pasqua. Dato che nel Vangelo di Giovanni i rami di palma non vengono affatto menzionati, alcuni studiosi di testi sacri hanno ipotizzato che la tradizione dei rami d'ulivo benedetti sia venuta in essere per supplire alla mancanza, in alcune parti del mondo, degli alberi di palma. In quelle aree geografiche in cui mancano anche gli alberi d'ulivo, come ad esempio avviene nell'Europa del Nord, si è soliti intrecciare foglie e fiori. Il rituale della benedizione di rami di ulivo e palme comincia a comparire nel IV secolo a Gerusalemme per poi diffondersi gradualmente anche in Egitto e Siria. Nei paesi occidentali la Domenica delle Palme era solitamente dedicata alle cerimonie prebattesimali, dato che era il giorno di Pasqua quello deputato al sacramento del battesimo, mentre la tradizione della benedizione dei rami di palma e ulivo ha cominciato a prendere piede nel VII, a partire dalla zona allora chiamata Gallia (l'attuale Francia). Alla Domenica delle palme è legata una data importante nella storia della Chiesa cattolica, dato che il primo incontro delle Giornate Mondiali della Gioventù ha avuto luogo, nella domenica che precedette la Pasqua del 1984, a conclusione del Giubileo dei Giovani. Questa festa religiosa viene celebrata anche da protestanti e ortodossi?

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