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DIARIO USA/ Tim Cook, Apple e l'ipocrisia gay della falsa libertà

Tim Cook, Ceo di Apple (Infophoto) Tim Cook, Ceo di Apple (Infophoto)

Così le squadre, volenti o nolenti,  invitano 'sto Ambasciatore, e l'Ambasciatore — ex giocatore ed omosessuale praticante — si ritrova con giocatori e tutto l'entourage nella Club House per aiutare tutti a crescere nell'atteggiamento di accoglienza qualora si trovassero tra loro compagni omosessuali. 

Le cronache dell'incontro con i Mets raccontano che non essendo emersa alcuna domanda al termine della presentazione (seguita con poca passione dai giocatori) tutti se ne stavano tornando ad allenarsi quando uno alza la mano … Daniel Murphy, second basemen.  Murphy prende la parola per dire che ciò che gli permette di dialogare con tutti e accogliere fraternamente chiunque si trovasse in squadra (omosessuali inclusi) è anche ciò che gli fa dire che uomo e donna non sono fatti per l'omosessualità. E' la sua fede cristiana. Vi lascio immaginare i commenti dei giornali la mattina successiva: Murphy va venduto (visto che ancora non lo si può uccidere).

Tim Cook, probabilmente io, tu e Murphy non ci ritroveremo mai né ad un business meeting, né a giocare una partita di baseball. Ma se ci incrociassimo per qualsiasi motivo, magari al bar per un tressette, vedresti come ti accoglieremmo io e Murphy. Tu però, che hai molto più potere di me (che scrivo quel che son capace di scrivere) e di Murphy (che passa la vita a cercare di colpire una pallina), lasciaci liberi di esprimere quello in cui crediamo, e lasciaci liberi di dirlo ai nostri figli e nipoti.

Sennò che apertura è?

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COMMENTI
01/04/2015 - come si chiama? (Claudio Baleani)

Come si chiama? Cook o Cock?

 
31/03/2015 - cook degno erede di steeve jobs! (antonio petrina)

Su il foglio del 20 marzo è apparso l'articolo del giornalista Mattia Ferraresi, corrispondente da New York del nuovo direttore mastro ciliegia del fogliante fondato da Ferrara, sulle magnifiche sorti progressive di Apple, delle battaglie termonucleari vinte e dei numeri da capogiro (invidiata perciò da molti): tutto sul mandato consegnato al nuovo ceo Cook in punto mortis da Steve Jobs: "Just do what's right", che ricorda tanto quel che il patron della nutella Ferrero, di recente scomparso in quel di Alba, lascia ora al suo figlio Giovanni. Per questo non buttiamola sulla giusta e sacrosanta battaglia comune alle sentinelle italiche, alle prese con progetti degni dei peggiori DICO qui in Italy, ma come a Copertino concepiscono il lavoro ! Good Easter!

 
31/03/2015 - Io mi affido alla vita di Gesù (claudia mazzola)

Ricollego quello che ha detto don Carron nell'altro articolo "impariamo dai nostri limiti" e aggiungo una frase di don Giussani "siamo spettacolo agli altri ed a noi stessi sia nel bene che nel male". Più o meno....

 
31/03/2015 - Apple is open to everyone... (Giuseppe Crippa)

E’ uscito un mese fa l’ultimo report di Apple sulla Responsabilità dei Fornitori. Vi si legge che solo dall’anno scorso Apple non si è più servita di fornitori che prevedessero il “bonded labour”, cioè facessero pagare i dipendenti per essere assunti estinguendo poi a rate questo debito lavorando. Vi si legge poi che ci sono ancora 64 fornitori di materie prime (in particolare metalli rari) situati in zone di guerra o dove vigono gravi violazioni ai diritti umani. Vi si legge inoltre che il 5% dei fornitori fa tuttora lavorare i dipendenti senza pause settimanali e che ci sono ancora fornitori che sfruttano il lavoro minorile. Proprio vero: “Apple è (ancora) aperta a tutti”, anche a questi suoi fornitori. Complimenti, Tim!