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BULLISMO/ Gianna, 15 anni, picchia Viola. Tocca a noi chiedere il "miracolo" del pianto

Pubblicazione:venerdì 6 marzo 2015

Foto da Facebook Foto da Facebook

Anzi, da un bar all'altro, rincorsi dai cronisti, i ragazzini del quartiere di Sestri dove si è consumato il fattaccio continuano a tacere. Probabilmente invitati da adulti assenti o troppo premurosi (a volte gli effetti sono gli stessi) a non immischiarsi, non conviene mai.

E Gianna, Gianna senza famiglia, Gianna che è sempre scappata,  Gianna che dovrebbe essere seguita dai servizi sociali, Gianna che non va a scuola, Gianna che deve già provare a impararsi un mestiere, Gianna che ha già sulle spalle denunce e atti aggressivi, come l'ha presa? 

Se ne frega, chiede solo indietro il suo cellulare. E' l'unica cosa "sua", che le permette di essere qualcuno, di farlo sapere e di gestire il suo piccolo mondo, dove almeno conta qualcosa, può sentirsi temuta, se non amata, dal momento che nessuno l'ha amata. Io la prenderei a sberle, Gianna, e poi la abbraccerei, sperando di farla piangere, a dirotto, che piangere fa bene, purifica, dà la coscienza di essere fragili e bisognosi. Poi la porterei tenendola per un orecchio a casa di Viola e farei chiedere scusa, ma forse non ce ne sarebbe bisogno, lo farebbe da sola, davanti ad adulti fermi, sicuri, cui potersi appoggiare, da temere, cui voler bene. E la porterei via, in una città dove nessuno la conosce, dove poterla accogliere, in una casa che si comandi, dove possa ricominciare. Perché si ha diritto sempre, a ricominciare, figurarsi a 15 anni.



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COMMENTI
06/03/2015 - controcommento (Giuseppe Crippa)

fine del bullismo, e inizio del far west.

 
06/03/2015 - commento (francesco taddei)

una volta il padre diceva al figlio "se ti attaccano tu difenditi". fine del bullismo.