BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

#Cldalpapa/ Un incontro che ci ridesta il "primo amore"

Papa Francesco (Infophoto)Papa Francesco (Infophoto)

Che vuol bene ai ciellini, altrimenti non avrebbe sprecato tempo a spiegare con passione, amore e ammiccamenti vari cosa fare, come vivere il carisma del fondatore a dieci anni dalla morte, come evitare le trappole che il complesso del figlio maggiore ogni tanto fa affiorare.

Ieri era lì, il Giuss, tra i suoi figli, presente come non mai, proprio nella parole del Papa. E' questo il regalo più grande che ha fatto Bergoglio al popolo di Comunione e liberazione, restituire in tutta la sua autenticità Giussani ai suoi. Ha fatto risplendere l'esperienza originale, ricordando che è solo nell'abbraccio misericordioso che viene voglia di cambiare, che la morale cristiana non è uno sforzo volontaristico ma una risposta commossa ad un amore "sorprendente, imprevedibile", addirittura "ingiusto" per i criteri umani di "Uno che mi conosce, conosce i miei tradimenti e mi vuole bene lo stesso, mi stima, mi chiama di nuovo, spera in me, attende da me". 

Impossibile non tornare a certe lezioni di Giussani, quelle di recente fatte palpitare nei gesti, nella voce roca, nelle immagini sgranate di filmati d'epoca. Ieri il richiamo a "decentrarsi", a non fossilizzare il Carisma, a non farne una "bottiglia di acqua distillata", certi ammonimenti a non trasformare l'immensa eredità ricevuta in un "museo di ricordi", in un mucchio di ceneri inutili hanno fatto risentire tutto il peso di una responsabilità a volte risucchiata da formalità e intellettualismi. "Attenti all'autoreferenzialità" ha detto Bergoglio: è stato il momento più duro, quando ha fustigato la "spiritualità di etichetta", quell'"io sono di Cl" che a volte ha sbarrato porte e impedito la comunione. 

Non è il momento di guardarci allo specchio, ha invitato il Papa. Parole severe, eppure applauditissime. Segno che c'è un popolo che sente di dover "uscire", come chiede Francesco, di andare lontano, di portare la bellezza e la grandezza del dono ricevuto ad altri. Un popolo che vuole mettersi in cammino, nella certezza che "la strada è bella". Un popolo che da ieri vuole più bene al suo Papa. E che magari deciderà di ripartire ancora una volta da quella piazza. 

© Riproduzione Riservata.