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DALLA PIAZZA/ Farouq: io, musulmano, colpito dall'armonia tra il Papa, Carrón e Giussani

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Non è la prima volta che Wael Farouq, docente universitario egiziano di fede musulmana, ha incontrato papa Francesco. In realtà, come ricorda lui stesso, ebbe la fortuna di incontrare personalmente anche Benedetto XVI. Ieri però Farouq era presente a un momento molto particolare, l'incontro del Santo Padre con i membri del movimento di Comunione e Liberazione in occasione dei dieci anni dalla scomparsa del fondatore don Luigi Giussani e dei sessant'anni di vita del movimento. Questi incontri e l'amicizia che lo lega a Cl fanno parte del suo vivo interesse per la categoria dell'incontro anche con uomini di fedi diverse. 

"Quello che mi è stato evidente anche in questa occasione" ha detto nel corso di uno scambio di battute con ilsussidiario.net "è come questo papa sia davvero un leader non solo della Chiesa cattolica, ma un autentico leader spirituale per gli uomini di ogni fede ed esperienza religiosa. Francesco parla veramente a tutti, in modo ecumenico, e questa capacità di arrivare agli altri è qualcosa di molto importante nel momento storico in cui viviamo. Le sue parole sono un segno prezioso".

Nell'occasione di ieri, il papa ha ancora una volta sottolineato la necessità di non rinchiudersi, ma di uscire e di incontrare tutti: "Sono stato molto felice per tutti i miei amici del movimento di Comunione e liberazione per quanto ha detto loro. Papa Francesco ha colto l'essenza del movimento e ne ha augurato la prosperità in un modo preciso, sottolineando come solo restando fedeli al fuoco vivo di Gesù prima di tutto, possa esserci anche la prosperità per il carisma del movimento stesso. Non si tratta di abbandonare o tradire la propria tradizione, quella di Cl, ma di essere una forma dentro al grande fuoco che è Gesù".

"Questo" — aggiunge Farouq — "è la grande sfida di oggi, andare incontro alle persone e condividere con loro il cammino".

Il docente egiziano conclude ricordando qualcosa che ha percepito con grande gioia: "La profonda armonia che lega Giussani, Carrón e papa Francesco nel loro compito".

(Paolo Vites) 



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