BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

MIMOSE / 8 Marzo 2015, Perché si regalano per la festa della donna?

Il giorno 8 marzo si celebra la Festa della Donna, ricorrenza per la quale è consuetudine regalare mimose. Ma come mai? Ripercorriamo la storia della festa e scopriamo perché

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

8 MARZO, FESTA DELLA DONNA 2015: LA TRADIZIONE DELLA MIMOSA - Il giorno 8 marzo si celebra la Festa della Donna. La data è stata scelta per commemorare un evento infausto, dovuto alle pessime condizioni di lavoro in cui le donne versavano agli inizi del secolo scorso. Nel 1908, in una fabbrica di New York, divampò un terribile incendio in cui morirono 129 operaie, le quali stavano per l'appunto protestando contro il modo in cui venivano trattate sul lavoro. Secondo una tradizione, pare che nel cortile di questa fabbrica crescesse un albero di mimosa, che da allora fu presa a simbolo della festa delle Donne. In realtà, ci sono anche altri motivi meno ideali e più pragmatici. La mimosa infatti è una delle poche piante che si possa trovare fiorita già agli inizi del mese di marzo, inoltre non costa molto ed è facilmente reperibile. Ad assumerlo ufficialmente come fiore delle donne fu Teresa Mattei, una parlamentare comunista italiana che nel 1946 volle che si celebrasse una Giornata Internazionale della Donna, e che la mimosa ne fosse il colorato e profumato simbolo.

La mimosa, d'altro canto, è una pianta con una forte personalità: la si riconosce facilmente quando è in piena fioritura per via dei suoi fiori di colore giallo acceso, che si compongono di soffici capolini di forma globosa. Il nome botanico della mimosa è Acacia Dealbata, ed è una pianta originaria dell'Australia, dove può raggiungere anche i 25 metri di altezza. Alle nostre latitudini, invece, un albero di mimosa in genere non supera i 10 metri di altezza. Oltre che per i fiori, la si riconosce facilmente per le foglie, anch'esse dalla conformazione estremamente peculiare: sono di un bel colore verde argenteo e si formano in rametti composti da numerose foglioline che si dispongono a spina di pesce.

Tutte queste caratteristiche fanno della mimosa una pianta che viene usata prevalentemente a scopo ornamentale, per quanto il suo periodo di fioritura sia piuttosto breve. Infatti, a seconda se si tratti di un esemplare precoce o meno, la mimosa può fiorire tra gennaio e marzo, e sfiorisce in fretta. In seguito produce il frutto, un legume lungo tra i 5 e i 10 centimetri che quando è maturo diventa nero. Quando si regala una mimosa, è sempre preferibile scegliere una piantina in vaso, perché il fiore reciso appassisce molto rapidamente. La piantina deve essere messa in un luogo caldo e soleggiato, si deve annaffiare con abbondanza ma evitando i ristagni di acqua.

Questa pianta non è solo bella a vedersi, ma possiede alcune virtù che vengono usate in campo erboristico e fitoterapico. Gli aborigeni australiani, ad esempio, ne usano la corteccia per curare alcune malattie; in Europa, si usa preparare un decotto di mimosa, usando sempre la corteccia, che serve per prevenire e calmare episodi di diarrea e nausea, e può essere utile nel curare le malattie di natura venerea. Inoltre, la mimosa aiuta a diminuire il senso di fame, quindi è di supporto nel caso si stia seguendo una dieta ipocalorica. L'olio essenziale di mimosa è utile per calmare stati di stress o ansia, ed ha un effetto astringente e depurativo se usato sulla pelle.

Il nome stesso mimosa sembrerebbe alludere, secondo alcuni, all'universo femminile. La sua etimologia dovrebbe infatti risalire allo spagnolo mimar, che vuol dire accarezzare: chiaro riferimento alla sensibilità prettamente muliebre. La mimosa, infine, è una pianta robusta e resistente, per quanto delicata all'aspetto: proprio come l'animo femminile, fragile all'apparenza, di acciaio all'occorrenza.

© Riproduzione Riservata.