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IL PAPA E CL/ I consigli di Francesco per "amare la strada"

Pubblicazione:lunedì 9 marzo 2015

papa Francesco (Infophoto) papa Francesco (Infophoto)

Papa Francesco parla sempre al presente e nel quotidiano immediato. Il suo discorso va ascoltato stando nella piazza, accanto a quelle persone di ogni età che, come tutti gli altri pellegrini, attendono per ore con una pazienza inspiegabile. Ma che, come non sempre accade, sanno recitare la liturgia delle ore a cori alterni, sanno cantare con attenzione e impegno, anche quando sono in decine di migliaia e sanno restare in silenzioso raccoglimento mentre la corale intona quelle polifonie di Palestrina, o di Antonio da S. Germano che hanno imparato a riconoscere ed amare nel corso degli annuali esercizi spirituali.

Papa Francesco va ascoltato così: tra questi 80mila che non ci tengono alle coreografie televisive, né salutano le telecamere quando sono inquadrati, anzi, nemmeno si cercano sul maxischermo: si chiama abitudine al raccoglimento ed alla preghiera. È sulla folla di questo movimento di spiritualità, di questa realtà ecclesiale che si è scavata un percorso di educazione all'introspezione critica, alla frequentazione costante della narrazione evangelica, con tutta la "carnalità dell'anima mortale", cioè con tutta la ricchezza e i limiti di una spiritualità che non liquida l'umano ma se lo porta dietro, che penetra il discorso di Papa Francesco. 

Tutto questo Papa Bergoglio lo ha compreso molto bene quando dichiara, con semplicità disarmante, come la prima ragione della sua riconoscenza per monsignor Luigi Giussani risieda nel "bene che quest'uomo ha fatto a me e alla mia vita sacerdotale". Così come quando, riprendendo il nucleo fondativo del pensiero di Giussani per il quale "tutto, nella nostra vita, oggi come al tempo di Gesù, comincia con un incontro", riproduce la stessa ermeneutica del fondatore di Comunione e Liberazione, che esortava a "rivivere" le vicende umane del vangelo, prima ancora di interpretarle sul piano esegetico: "Andrea, Giovanni, Simone: si sentirono guardati fin nel profondo, conosciuti intimamente, e questo generò loro una sorpresa, uno stupore che, immediatamente, li fece sentire legati a Lui… ". Nel solco di questa ricostruzione, Papa Francesco aggiunge un'immagine che sembra proseguire il discorso di don Giussani su Cristo "mendicante del cuore dell'uomo". Cristo, infatti, per il Papa "ci precede sempre; e quando noi arriviamo, Lui stava già aspettando. Lui è come il fiore del mandorlo: è quello che fiorisce per primo, e annuncia la primavera". C'è sintonia immediata e profonda tra questo pontefice, che traduce così, nella sua immediatezza, la primavera effettiva che impera sulla piazza di Pietro, e questa folla che lo ascolta in silenzio. 

Ma ce ancora più sintonia quando Papa Francesco aggiunge il suo personale contributo educativo dichiarando che "…non si può capire questa dinamica dell'incontro che suscita lo stupore e l'adesione senza la misericordia. Solo chi è stato accarezzato dalla tenerezza della misericordia, conosce veramente il Signore". 


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COMMENTI
11/03/2015 - Grazie! (Giuseppe Crippa)

La ringrazio molto, Bernieri, per la risposta. Anch’io, Le dirò, non mi ritengo “bastonato” (e comunque essere criticati – cioè vagliati, esaminati - da chi ci vuole bene è un gesto amichevole del quale essere alla fine grati) ma perdonato (di cosa in particolare, al di là delle debolezze umane comuni a tutti?) non saprei.

 
10/03/2015 - bastonate presunte e realtà (Pierfrancesco Bernieri)

Se saltiamo a piè pari i commenti di Socci rispondo a Crippa. No è stata una bastonata. 35 anni di CL possono essere tutto e niente ma personalmente Papa Francesco ci sta aiutando a recuperare quello che Carrón ci dice da sempre senza inventarsi niente. Il carisma nato da Don Giussani è quello. I ciellini come me posso tradirlo ma il Papa è più intelligente e profondo di qualsiasi analisi. Io mi ritengo abbracciato dal Papa non bastonato. Perdonato e non mortificato.

 
09/03/2015 - Pensiero unico (Giuseppe Crippa)

Sabato scorso mentre ascoltavo alla televisione (sono un ciellino all’acqua di rose) le parole di papa Francesco ho pensato: “Ma ci sta criticando!”; poi domenica mattina ho incontrato una ciellina da sempre che mi ha detto: “Ci ha bastonato!”. Oggi un amico che ogni tanto mi sfotte per la mia ciellinità mi ha scritto una mail: “Ora anche il Papa vi strapazza…” Devo pensare che sia stato davvero così?