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MUOS/ Niscemi, la procura sequestra l'impianto satellitare

Pubblicazione:mercoledì 1 aprile 2015

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MUOS, SEQUESTRATO L'IMPIANTO SATELLITARE - È stato ordinato il sequestro del Muos da parte della Procura di Caltagirone. Un provvedimento che arriva dopo la decisione del Tar di Palermo, che aveva accolto i ricorsi dei comitati No-Muos e del Comune di Niscemi contro la prosecuzione dei lavori. Il Muos è un sistema di comunicazione satellitare, il cui acronimo sta per Mobile User Object System, il quale è composto da ben quattro satelliti e quattro stazioni, una delle quali presenti sul suolo italiano, e precisamente a Niscemi. Proprio la costruzione di questa base in Italia è stata oggetto di polemiche dei cittadini, i quali fin da subito hanno sostenuto che esso sarebbe stato altamente nocivo per la salute delle persone. Malgrado le proteste però, le autorità competenti, almeno in prima battuta, avrebbero espresso il loro consenso per quanto riguarda la costruzione della base stessa, in quanto l'Italia sarebbe divenuta parte integrante dell'evoluzione del sistema di comunicazione satellitare. Il Muos infatti è stato dipinto come la fase successiva al sistema di comunicazione Ufo, ovvero Ultra High Frequency Follow on, il quale, seppur potente, si è dimostrato ricco di limiti. Col Muos dunque è possibile venire a conoscenza della posizione esatta dei veicoli terrestri, marittimi ed aerei e questo di fatto agevola il lavoro di controllo svolto dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, oltre a rafforzare i rapporti di collaborazione tra Stati Uniti e Italia. Oltre a questa prima parte, il Muos sarebbe in grado di permettere la condivisione ed il trasferimento dei dati in tempi brevissimi, altro elemento che di fatto agevola i militari ma anche le persone che utilizzano la tecnologia mobile, ovvero cellulari e tablet, visto che questo sistema è in grado di gestire la linea dati 3G. La costruzione del Muos però ha fatto sì che gli abitanti protestassero, dando dunque il via ad una serie di manifestazioni col nome di NoMuos, in quanto tale apparecchiatura, a pochi chilometri di distanza dal centro abitato, avrebbe reso impossibile il quieto vivere, nonché creato disagi dal punto di vista sanitario, come forti mal di testa ed altri sintomi riscontrati dopo la sua costruzione. Per questo motivo dunque, a pochi mesi dalla costruzione del sistema, il 6 ottobre del 2012 la Procura di Caltagirone avrebbe deciso di sequestrare tutte le apparecchiature presenti in quella zona, e soprattutto di bloccare i lavori, in quanto questi violavano le norme della zona protetta. I lavori però non vennero interrotti per tanto tempo, dato che dopo venti giorni circa questi vennero nuovamente autorizzati. Da quel momento in poi però, tra la regione Sicilia ed il Ministero della Difesa italiana scatta una lunga guerra, coi lavori che verranno più volte bloccati e più volte ripresi. Da una parte, la regione vorrebbe infatti l'annullamento e lo smaltimento della stazione, mentre dall'altra il Ministero della Difesa obbliga la Sicilia a lasciare che i lavori proseguano senza ulteriori perdite di tempo. La battaglia legale sembra terminare nel gennaio del 2015, quando il terzo satellite viene lanciato in orbita, ed il Muos diviene effettivamente operativo. La Regione Sicilia ed i suoi rappresentanti, fanno sentire la loro voce, e dopo solo un mese, ovvero nel febbraio del 2015, il Muos viene etichettato come illegale e dannoso per la vita dei cittadini di Niscemi. Inoltre, le comunicazioni aeree sono molto disturbate dopo la costruzione del Muos. Il TAR di Palermo, pochi giorni fa, ha deciso di predisporre un nuovo sequestro della struttura, accogliendo di fatto le proteste del movimento No-Muos. Inoltre, secondo il procuratore di Caltagirone, la struttura violerebbe, in maniera assai evidente, le norme ambientali che devono essere rispettate anche dalle costruzioni tipicamente militari.



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