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ADRIANO CELENTANO/ Spari in Tribunale, il cantante contro il governo: a che serve il progresso se poi ti uccidono?

Dal suo blog Adriano Celentano commenta l’accaduto di ieri al Palazzo di Giustizia di Milano, in cui un imprenditore Claudio Giardiello armato ha ucciso tre persone e ferite altre due

Adriano Celentano Adriano Celentano

Dal suo blog Adriano Celentano commenta quanto accaduto ieri al Palazzo di Giustizia di Milano, dove l'imprenditore Claudio Giardiello ha ucciso tre persone e ferite altre due. Il cantautore si rivolge direttamente al governo: "Scusa se ti rompo, è che non so con chi parlare, forse non te l’hanno detto: ma ieri un signore è entrato nel tribunale di Milano e ha ucciso tre persone, più due feriti di cui uno in modo grave". E prosegue: "Ma perché l’avete fatto entrare?!? È pericoloso lasciare la porta aperta senza che ci sia, non dico una guardia, sarebbe troppo, ma almeno un portinaio che ricordi a tutti quelli armati che possono sì entrare, ma senza uccidere. E invece guarda cos’è successo". Poi continua: "Tu non hai idea di come io mi senta in questo momento. È come se improvvisamente fossi inghiottito da un desolante «STATO» di abbandono e non so più chi sei, cosa fai e perché sei lì dove sei ADESSO. Non pretendo che tu mi difenda, in fondo non sono che un cittadino, lo so, ma almeno avvisami quando inviti qualcuno che vuole uccidere la gente». «Forse lo sbaglio — conclude — è di esserti concentrato troppo sulla velocità per risolvere una crisi impossibile e non aver, invece, subito pensato a un centro di accoglienza per gli ASSASSINI che ormai si confondono coi cittadini. A cosa serve il progresso se poi ti uccidono?". Intanto sui social network la gente condivide le parole di Adriano Celentano, c’è chi addirittura dice che dovrebbe essere lui il presidente. Ma tra i commenti positivi, c’è chi sostiene invece, come Francesco, che il cantante ha perso un’altra occasione per tacere. (Serena Marotta)  

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