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SPARI IN TRIBUNALE/ Quel vuoto che riduce l'uomo a "niente"

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"Ho bisogno di starmene dietro le vetrine delle botteghe, io, ad ammirare la bravura dei giovani di negozio. Perché lei capisce, se mi si fa un momento di vuoto dentro… lei capisce, posso ammazzare come niente tutta la vita in uno che non conosco… cavare la rivoltella e ammazzare uno che come lei, per disgrazia, abbia perduto il treno…"

Il vuoto dentro! Quel vuoto capace di trasformare il mondo intero in una cosa vuota, così che chiunque può uccidere come niente, perché a questo si è ridotto l'altro, colpevole o innocente che sia: a un niente

Il mio augurio è che la Giustizia — giudici, avvocati, tribunali, processi — possa far propria la pietà dei grandi scrittori: quella pietà che non spiega, non giustifica, ma soltanto accetta di non fuggire, e di soffermarsi un istante di più davanti al precipizio della realtà.

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COMMENTI
10/04/2015 - Spari in tribunale (Duilio Sala)

Forse sarò troppo cinico ma a me pare che, una volta, non si arrivava (penso anche al copilota) alla strage. Si concludeva tutto sparandosi un colpo in testa. Ora invece, proprio perché la persona non conta più niente, si cerca di coinvolgere più gente possibile nelle proprie disgrazie. Non c'è più religione! (E non è un modo di dire). Cordiali saluti