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STRAGE DI MILANO/ Non permettiamo a Giardiello (e a Lubitz) di farci sospettare dell'uomo

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Claudio Giardiello (Immagine dal web)  Claudio Giardiello (Immagine dal web)

Proteggiamoci, ma non permettiamo a Giardiello e a Lubitz di farci sospettare dell'uomo, del fattore umano. L'imponderabile uso che possiamo fare della nostra libertà, non deve metterci paura e far pendere la bilancia verso il versante pericoloso della nostra specificità: essere uomini. Il fattore umano è instabile ma l'uomo non è una mina innescata che aspetta solo la pressione giusta per esplodere. È una bellissima confusione di equilibri precari tra carne, anima, pensiero, volontà, sogno, speranza, intimità, e ogni sfumatura possibile del nostro essere e del nostro vissuto. Ho amici preti che hanno paura di sorridere in treno a bambini che si avvicinano loro perché non vogliono passare per pedofili, e questo non va bene. Non dobbiamo proteggerci gli uni dagli altri. Non è umano. Siamo fatti per amare. Per guardarci con stupore, non con paura. Anche se oggi il dolore rende pesanti queste mie parole.



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