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Cronaca

IL CASO/ Quella sentenza della Corte europea che (dopo Contrada) "scagiona" Dell'Utri

Bruno Contrada (Immagine d'archivio)Bruno Contrada (Immagine d'archivio)

Sarebbe, questo appena accennato, un garantismo parziale, a senso unico, se non dicessimo che anche l'ex fondatore e parlamentare di Forza Italia, Marcello Dell'Utri (piaccia o non piaccia politicamente) è stato condannato per lo stesso reato, cioè per avere commesso azioni non configurabili penalmente come complicità con la mafia alla data in cui vennero contestate.

Dalla documentazione allegata alle sentenze della Cassazione emerge che Dell'Utri ha avuto continui rapporti con capi dell'onorata società. Ma nessun giudice ha potuto dimostrare, se ricordo bene, la tipicità degli illeciti compiuti, cioè la partecipazione alle attività delittuose di quelli che molto spesso erano suoi compagni di scuola e con i quali ha mantenuto — sicuramente troppo a lungo — rapporti di amicizia.

E' un segno di barbarie lasciar marcire in carcere (si chiami Contrada o Dell'Utri) chi è imputato di essersi macchiato di reati prima che questi fossero stati sanciti come tali da un voto parlamentare.

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COMMENTI
17/04/2015 - L'aspetto giuridico della sentenza CEDU (umberto persegati)

Non intendo discutere il principio giuridico a fondamento della sentenza della CEDU. Il formalismo giuridico porta a considerare illegale il Tribunale di Norimberga. Sono convinto, peraltro, che chi ha rapporti con organizzazioni malavitose, formalmente accertati, anche se non penalmente perseguibili, debba essere escluso dalle pubbliche funzioni, a tutela della res pubblica. E non credo che l'impedimento sia illiberale.