BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CAOS MIGRANTI/ Dalla Sicilia: l'11 settembre dell'Europa è qui

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Al rifiuto sono stati scaraventati in acqua. Qualcuno ha commentato che gli islamici erano in maggioranza! Come se in un paese della Sicilia accadesse un terremoto di vaste proporzioni e di fronte alla volontà dei cristiani di invocare il Santo protettore del luogo gli islamici presenti lo impedissero con la forza. Si tenga presente che in Sicilia esistono già comunità locali, piccoli paesi dell'interno, in cui gli italiani residenti sono numericamente inferiori rispetto agli stranieri provenienti da altre nazioni europee e extraeuropee.

Questo salto di qualità in un processo già così difficile ha portato il procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi, a dichiarare: "E' un fatto davvero terribile quello che è accaduto in mare nel Canale di Sicilia. Certo, se quello che emerge dalle prime indagini e dai racconti dei superstiti dovesse essere accertato, tutto questo getterebbe una luce nuova, particolare sulla pericolosità di certi arrivi. Non fosse altro perché è la prima volta che questo accade". Se un così autorevole magistrato si esprime in tal modo, c'è da ritenere che siamo di fronte a nuovi scenari, difficilmente gestibili, almeno con i metodi e i mezzi che abbiamo finora utilizzati. I criminali sono stati subito individuati e sottoposti alle misure previste dalla nostra autorità giudiziaria. Possiamo anche ritenere che saranno giudicati e condannati (sui tempi tralasciamo). Ma poi? E come se durante la seconda guerra mondiale gli Alleati, preso atto del genocidio degli ebrei nei campi di sterminio nazisti, avessero arrestato e condannato i macchinisti che guidavano i treni con destinazione Auschwitz, Buchenwald, o Dachau.

Lo scenario con cui fare i conti oggi riguarda la dimensione e la ramificazione di una struttura criminale internazionale che gestisce tutta l'operazione, dal reclutamento dei migranti nei paesi di origine fino all'arrivo prima in Libia e poi in Europa. I proventi economici non vengono dall'occidente, ma dalle tasche di tanta povera gente non europea, e quindi possono essere facilmente e immediatamente reinvestiti nella guerra, nell'acquisto di armi. Le solite armi che continua a produrre l'occidente, quello verso cui poi vengono realmente puntate.

L'obiettivo da raggiungere potrebbe essere quello di portare in Europa in breve tempo qualche milione di immigrati in gran parte islamici, al fine di far implodere un sistema che neanche i 4mila morti dell'11 settembre 2001 sono riusciti a far esplodere. 

Già, un'implosione del sistema. Ma perché? Ma perché un arrivo così massiccio provocherebbe imprevedibili conseguenze non solo sul versante economico. Non è in discussione la possibilità reale di dar da mangiare a tanta gente, ma quella di garantire una convivenza e un'integrazione fondate sui capisaldi della convivenza dell'occidente. Valori quali: tolleranza, diritti civili, libertà di pensiero e di espressione, parità tra uomo e donna, democrazia dovranno essere coniugati e praticati in un'Europa in cui i principi etici dell'islam saranno patrimonio di un sempre crescente numero di persone. Il confronto tra occidente e islam non avverrà, come finora è stato, su terreni e zone geografiche divise e contrapposte, ma all'interno dello stesso occidente, cioè del territorio europeo.



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >