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EXPO/ I giovani rifiutano 1300 euro/mese? Si "meritano" la crisi…

Pubblicazione:giovedì 23 aprile 2015

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E allora? Perché una così lata opportunità non fa gola? Ci saranno le sessioni d'esami universitarie che premono, improvvise malattie croniche di nonni e zii bisognosi di assistenza, repentine offerte di posti fissi magari all'estero, forieri di un'esperienza più matura? Oppure, incredibile dictu, ci sono semplicemente le vacanze, il clima afoso in prospettiva, la proposta del solito viaggetto di luglio-agosto a Mìkonos, la fidanzata/o che brontolano, la possibile rinuncia al rito dell'aperitivo, della serata in disco, dello struscio serale o notturno nella via centrale, la paghetta dei vecchi genitori che compensa? Sarà forse che tutti 'sti ansiosi giovani in cerca di occupazione non hanno voglia di lavorare? Sarà che tutta quest'ansia di sistemarsi, di scommettere sulle proprie possibilità, di fare un'esperienza, mettersi alla prova eccetera, sarà che le parole sacrificio impegno fatica così formative puzzano d'antico e di sudore? Che magari se t'inventi una app fai più soldi, e comunque c'è modo di pensarci in autunno?

Pazientemente, i cacciatori di giovani e vuote teste giovanili si rimettono in cerca, selezionando altri curricula. Sarà facilissimo, evidentemente i lavativi erano tutti tra i primi 645, ora fioccheranno impavidi e solerti ragazzi di belle speranze appassionati e grati. Se non capiterà così, suggeriamo un giro nei porti siculi, calabri o pugliesi, o tra i vicoli, i sottoportici delle stazioni: tra i tanti disperati approdati alle nostre coste, 645 che sanno bene l'inglese e non fanno difficoltà sulle 1300 al mese, si trovano. Basta ripulirli un po'. E scommettiamo che come nelle nostre università, nei negozietti sotto casa, daranno la massima prova di serietà e abnegazione?



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COMMENTI
23/04/2015 - Una caduta di stile (Eugenio Della Chiara)

Questo articolo - così superficiale - mi sembra una caduta di livello in rapporto alla linea editoriale del Sussidiario. Di solito il Vostro giornale si distingue per lo spazio dato a voci lontane da quel politically correct che oggi, in Italia, corrode l'informazione più di ogni altra cosa: mi stupisce in negativo, pertanto, leggere in un vostro articolo le stesse opinioni (mal documentate e parziali) apparse sulle colonne del Corriere della Sera di ieri, ovvero l'emblema della stampa mainstream. Mi auguro di non essere stato il solo a cogliere questa incongruenza.

 
23/04/2015 - Pensavo di leggere "IlSussidiario"... (GIUSEPPE VALORI)

Penosa caduta di stile, attenzione, rigorosità nell'esame delle fonti. Non ci si può nascondere dietro lo scudo della responsabilità personale del singolo articolista: certe assolutamente ideologiche e paternalistiche prese di posizione non possono passare inosservate in redazione. La notizia (qualora non si fosse capito il mio commento e non ci si fosse peritati di andare a controllare) è stata già smentita e proprio da Manpower...oltre che dai diretti interessati.

 
23/04/2015 - Lussuria (claudia mazzola)

Pensare che mio marito, piccolo imprenditore, si tira fuori 1.000,00 euro al mese. Tutto il resto per mantenere e investire nell'attività. Quando va bene!