BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

IL CASO/ Mauro Corona vuole l'eutanasia, ma è solo desiderio di eternità

Pubblicazione:

Mauro Corona (Immagine dal web)  Mauro Corona (Immagine dal web)

C'è qualcos'altro, però, che nasconde a balenii un disperato grido, il bisogno di bene. "Sono una merda, non mi piaccio. Mi faccio schifo, anche fisicamente. Sono un cattivo essere umano, un vile…". Cosa spinge un uomo, intelligente, ardimentoso, a umiliarsi così? L'ostinata volontà di essere diverso, di scandalizzare, può darsi. Oppure una dolorosa, insanabile, straziante infelicità. Il non volersi bene è il segno più grande del voler essere amati. Il non amarsi è il sigillo alla solitudine, e porta con sé cinismo e lamentosità, furore e malinconia, apatia. Cosa voleva "poter fare di più", uno come Corona, così invidiabile, per le sue molte passioni, così riuscito, come scultore montanaro scrittore? Tutti noi vorremmo avere di più, riuscire di più, essere altro, fermare il tempo, strapparci di dosso la malattia o la sofferenza. Ci scandalizza la nostra miseria. Perché non dev'essere senso di inferiorità, ma coscienza di una umanissima e liberante mendicanza. 

Bisogna chiedere,  per trovare. Bisogna chiedere aiuto, per essere aiutati. Pregare, per trovare Dio. Corona vuole una croce di legno sui suoi poveri resti. Una mezza frase buttata così, che nessuno ha guardato. Vorrei chiedergli se solo come simbolo di una tradizione. Mi direbbe di sì, e io non gli crederei. Una croce di legno significa riposa in pace, ed è la pace che cerca, non della morte, ma della vita. Anch'io. Perché la Resurrezione e il centuplo li vogliamo qui ed ora. Se si potesse svelarlo nella sua nudità, un uomo così, abbracciarlo, con tenerezza, convincerlo che il suo valore è immenso, come di ciascuno e di tutti, dell'ultimo su questa terra e del più grande. Fargli vedere i suoi boschi e le sue montagne come una possibilità, una strada, e vederlo abbandonarsi e lasciarsi portare per mano. Se poi perdi te stesso, a che vale il tutto. Vale perché Tu te ne curi, Signore del bosco e di quella croce di legno.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.