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SUICIDIO GENOVA/ Perché riporre la nostra speranza nella giustizia dei pm?

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Sul giustizialismo di comodo potremmo ironizzare e denunciare in lungo e in largo, ne avremmo ben donde. Qui basti richiamare il succo che ci interessa: qui, in questo mondo e in questo contesto, senza un oltre, non ci sarà vera giustizia. Ma questo non è un monito solo a chi "gestisce" la giustizia, ma anche a chi la "subisce". Vale a dire: io esisto, ho dignità, la mia vita vale la pena non perché qualcuno (il giudice, il potere) dice che sono ineccepibile, ma perché la Misericordia ha avuto pietà del mio niente.

Scusate l'omelia. Che omelia non è, ma davvero che altro si può dire? Certo, si possono fare tante ipotesi sui motivi del suicidio, tanto immaginare non costa nulla, ma non serve neanche a nulla. Quando la vita conosce la "non riuscita" ci appare ingiusta. Ecco. Occorre un senso della vita che non sia la sua riuscita benedetta dal potere, ma una presenza misericordiosa. Ripeto, scusate l'omelia.

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