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Cronaca

BULLI IN GITA/ E se il "problema" fossero le madri?

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Si potrebbero prevedere sanzioni alternative, che abbiano un aspetto più costruttivo e utile, ammesso poi che le mammine o anche gli ispettori scolastici le accettino. Il problema vero è che la scuola, incaricata di grandi compiti, può fare ben poco, e quello che fa sembra inutile: quanti progetti, quanti corsi, quante lezioni sul bullismo, e con questo? Davvero pensiamo di educare i giovani al rispetto dell’altro con discorsi e lezioni? È fuori da una reale dinamica educativa.

E poi ci sono quelle mamme, simili a milioni di mamme-avvocato di cui l’Italia è zeppa. Il punto debole, la vera rovina è proprio lì. I loro bambini, che rimangono tali a volte fino a trenta o quarant’anni, sono sempre buoni, belli, pacifici come natura, pardon, mamma li ha fatti. Possono trattare un compagno come una bestia, imbrattare la scuola o il monumento del momento, fare e dire ogni sorta di porcheria, hanno sempre ragione. Accusano gli insegnanti di lasciar soli i figli e li accusano di sorvegliarli troppo. Di insegnare troppo e troppo poco. Di essere severi e lassisti. Anche in questo caso è ingiusto generalizzare: ma in un vespaio è sufficiente che due o tre vespe-regine si mettano in agitazione, e il ronzio si fa insopportabile. Qualcosa dovrà accadere prima o poi che arresti questa deriva che sembra non finire mai. Che cosa, Dio solo lo sa.

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