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Cronaca

LA STORIA/ Guido, detenuto: ho visto 5 piccole, grandi "resurrezioni" tra i miei amici

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Ho conosciuto Djnia, un albanese con un cuore ricco d'amore, che nonostante le difficoltà che sta affrontando non smette mai di augurarmi che presto potrò avere la gioia di trascorrere un po' di tempo con la mia famiglia. Lui è davvero strano, un musulmano convertito al cristianesimo con un cuore buono: dico questo perché alla fine il suo cuore è sempre stato questo, anche tempo prima. Gli sono molto legato perché è molto bello aspettarlo il martedì per prendere il caffè insieme e fumarci un sigaretta, ridendo.

Poi c'è Michele, un tipo gagliardo, è molto bravo, anche se rompe un po' le scatole con il lavoro — ma anche questo fa parte dell'educazione al lavoro —, ha la capacità di gestire tutte le attività del call-center che svolgiamo con molta professionalità e da lui ho la fortuna di poter imparare molto del mondo del lavoro. Mi vuole molto bene e credo di essere uno dei suoi preferiti, spesso mi dice che non riesce a vedermi come tanti che occupano questo luogo. Mi ripete sempre che il mio viso è pulito, lo capisco molto bene, lui viene da una realtà diversa, la sua vita è sempre girata intorno al lavoro, e come tanti crede che le persone come me abbiano anche il viso di mostri. A lui chiedo spesso consigli e in cambio cerco di dargli le soddisfazioni che si aspetta da me, in più gli racconto un po' della vita vista con altri occhi, perché alla fine per vivere c'è bisogno di conoscere anche l'altra faccia della medaglia: esiste e bisogna conoscerla per essere migliori di quello che siamo. Lui è alto un metro e cinquanta, (lo so dovrei dire basso, ma voglio essere gentile!), ma è alto di umanità!

Poi ho conosciuto Mirko… che rompiscatole, un ragazzo cresciuto per strada, con un destino che gli ha giocato un sacco di colpi bassi, segnato da tanti momenti rubati dal tempo, ma con un sorriso sempre pronto. Credevo di essere uno delle poche persone che riesce a svegliarsi in un luogo simile ogni giorno con il sorriso sulle labbra, lui ha distorto tutti i miei target! Lui mi manca tantissimo, è l'amico con cui ogni giorno facevo le mie pause, perché era il maestro delle pause: è stata la prima cosa che ha imparato del lavoro! Comunque è come un mio fratello minore, con lui ho cercato di essere un esempio da evitare, non ho mai raccontato a nessuno del mio passato, con lui l'ho fatto, mi sentivo in dovere di farlo, volevo che non permettesse più al tempo di rubargli la speranza, i sogni, il futuro… Quando partecipavamo ai pranzi con gli ospiti che venivano a farci visita, tante volte raccontava che adesso conosceva entrambe le strade, e sperava di farcela. Mi sentivo morire ogni volta che pronunciava quelle parole, avevo sempre paura che il tempo a mia disposizione fosse poco per fargli capire che lui già ce l'aveva fatta, doveva solo trovare più fiducia in se stesso.