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LA STORIA/ Guido, detenuto: ho visto 5 piccole, grandi "resurrezioni" tra i miei amici

Pubblicazione:domenica 5 aprile 2015

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Venerdì scorso è finalmente uscito, lui piangeva, io gli ho sorriso, gli ho sorriso perché volevo che di me si portasse fuori quello. Sorridevo perché ho avuto la fortuna di incontrare anche lui lungo la mia strada, sorridevo perché pensavo alla gioia che provava Anna, sua moglie, nel riavere suo marito, suo perché sono certo che da venerdì in poi sarà suo. Mi manca da morire, da giorni pranzare nella nostra mensa non è più uguale, prendere il caffè è diverso, stare seduto al suo posto in ufficio è strano, ma era un suo sogno. Ho lavorato tanto proprio per fargli capire che potevo imparare il lavoro che richiede quel posto, ma anche che bisogna credere che c'è Qualcosa o Qualcuno che ci sorride e ci mostra la strada da percorrere. Sono preoccupato per lui, per le difficoltà che avrà nel mondo, perché adesso è consapevole che anche lui è parte di questa vita, ma so che non sarà più solo, io ci sarò sempre, è una parte del mio cuore e oltre a me c'è quella "cosa" che ha imparato a coltivare nel suo cuore che non lo lascerà mai più! Mi manca da morire, ma adesso so che c'è anche lui.

Dimenticavo, mi chiamo Guido, il mio sogno? Stare seduto in riva al mare con mia moglie, guardare il mare e raccontarle che io ho assistito alla resurrezione di tutte queste persone, compresa la mia!

Vi sembrerà strano, ma siamo tutti detenuti, anzi uomini risorti che augurano di trascorrere una Santa Pasqua a tutti voi, soprattutto a chi si è sentito in dovere di farci partecipi del "tutto" che ha ricevuto nella propria vita.

Guido 



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