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LA STORIA/ Guido, detenuto: ho visto 5 piccole, grandi "resurrezioni" tra i miei amici

"È un rapporto tra persone, tra dignità conosciute e riconosciute, dove ti insegnano senza spiegare che tutti siamo diversi e nessuno è diverso, nessuno non vale niente". GUIDO, detenuto

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Un giorno che si ripete ancora, dopo duemila anni: ormai si dovrebbe essere abituati a questo giorno, eppure non è così! Ogni volta che arriva, se trovassi l'abitudine a fare il conto di quello che ero, di quello che avevo prima e di tutto quello che invece sono oggi, forse non sarebbe un ripetersi di una tradizione o semplicemente di una festa, ma prenderebbe un verso più logico, più storico, un "fatto" realmente vissuto da altri e che ancora oggi abbiamo la possibilità di viverlo anche noi.

L'anno passato non è stato lo stesso di oggi, non solo perché ho un anno in più, ma semplicemente perché gli "incontri" (perché gira sempre tutto intorno a questa semplice parola incontro), quelli di quest'ultimo anno, hanno segnato diversamente il mio percorso, la mia strada. A differenza delle Pasque già trascorse, che erano per la maggior parte solitarie, oggi ho trovato delle persone che senza chiedere nulla in cambio sono sempre pronte a sorreggerti con un sorriso, con una bella e confortante parola capace di metterti gioia, che ti da quella sicurezza che niente e nessuno può offrirti.

Il bello è che ho incontrato queste persone in carcere, che dovrebbe essere un luogo squallido e già il nome lo è. Infatti non riesco più a chiamarlo carcere, mi viene più facile chiamarlo istituto ed è strano come un nome comune possa dare un senso diverso ad un luogo che pur sempre rimane sofferente.

Da un anno lavoro presso il call-center dell'istituto, un progetto portato avanti da una cooperativa sociale, formata da persone che dopo che hai scoperto quello che ti vogliono offrire, ti viene subito da chiederti "ma il trucco dov'è?". Il trucco c'è, ma non è quello che ogni essere umano da subito può intendere, è un altro tipo di trucco, quello che riesce a disarmare chiunque ne venga in contatto. È un rapporto tra persone, tra dignità conosciute e riconosciute, dove ti insegnano senza spiegare che tutti siamo diversi e nessuno è diverso, nessuno non vale niente, anzi, dove riesci a riconoscere che nonostante tutto, anche tu hai un valore grandissimo, anche essendo l'ultimo. 

In questo luogo "magico" ho avuto la fortuna di conoscere il vero significato dell'amicizia, quella dove l'unico interesse è quello di esserci nel momento in cui ne hai bisogno. Ho incontrato Zhang, un cinese anomalo avrei detto fino a poco tempo fa, anomalo perché tra una settimana riceverà i sacramenti del Battesimo, Prima Comunione e Cresima. Prenderà il nome di Agostino e subito ti chiedi: un cinese che si chiama Agostino? È proprio vero, i nomi delle cose e delle persone danno un senso diverso a tutto. In questo periodo stiamo organizzando la sua cerimonia, riesco a vedere la sua emozione esplodergli da ogni parte del suo essere.