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IL FATTO/ Saturnino e il bello di essere dei "numeri due"

Pubblicazione:domenica 10 maggio 2015

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Ho la grande fortuna, per il lavoro che faccio e forse anche per la curiosità fortissima che ho di stare con gli altri, di incontrare un numero elevatissimo di persone che fanno mestieri molto diversi e che hanno caratteristiche radicalmente differenti. In molte occasioni mi capita di confrontarmi con dei leader. Personaggi che nel loro campo costituiscono dei punti di riferimento. Sono quelli che sono sempre sotto i riflettori perché tutti li guardano per capire cosa fanno, come si muovono, in che direzione vanno. Vivono costantemente sotto le luci della ribalta e sono capaci di invenzioni o imprese di assoluto livello che li portano ad essere degli esempi per gli altri. Parlare di uno di loro, forse, sarebbe scontato.

Quello che vorrei fare, invece, è riflettere sulle persone che sono vicine a questi leader carismatici. Quelli che, con un'estrema semplificazione, vorrei chiamare i numeri due. Innanzitutto, vorrei dire una cosa molto semplice. Fare il numero due non è per nulla facile. Ognuno di noi, fin da bambino, sogna di coronare un sogno. Diventare una campionessa di sci. Un ricercatore. Un calciatore. Un medico. Un manager. Ognuno di noi sogna di arrivare più in alto possibile, indipendentemente dal settore di interesse. Difficilmente ci accontentiamo di arrivare secondi. Aspiriamo al primo posto. Intendiamoci, l'aspirazione è legittima.

E' anche uno stimolo al progresso. Poi però ci si scontra con la realtà. Molte volte i sogni non si realizzano affatto e la vita prende una direzione del tutto inattesa, rispetto ai programmi iniziali. Le scelte che si fanno, i compagni di viaggio, i figli, gli eventi imprevisti ti spingono a modificare il tuo piano originario. Altre volte invece, riesci esattamente nell'intento, ma non sei tu il centro del mondo. Sei il braccio destro di qualcuno che si prende la scena principale. Insomma, sei un numero due. E vivi la tua esistenza in questa dimensione di primo, ma non di primissimo piano. A mio avviso, per fare il numero due bisogna essere bravi. Molto bravi.

Saper coniugare le proprie aspirazioni con la realtà e far diventare questo compromesso uno straordinario punto di forza. Una delle persone che ho avuto la fortuna di incontrare e che esercita questo ruolo con una lucidità e intelligenza fuori dal comune è Saturnino, il bassista di Lorenzo Jovanotti. Recentemente ha pubblicato un libro, intitolato Testa di Basso. E' il racconto della sua storia scritta insieme al giornalista Massimo Poggini. Per far capire che tipo di persona sia, basta leggere quanto ha dichiarato dopo il concerto fatto a San Siro nel 2013: "Credo che la sintesi perfetta di quella serata sia stata la presentazione di Lorenzo sulle note di Ragazzo fortunato: 'C'è una prima volta per tutti: c'è una prima volta per me, e c'è una prima volta per mio fratello Saturnino'. Il concerto era quasi finito, mancavano soltanto un paio di pezzi. Proprio in quel momento ho pensato: 'Ah, è fatta! L'abbiamo fatta!'".


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