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IMMIGRAZIONE/ Sbarchi, il piano Ue sulle quote per i migranti: cosa sono?

Pubblicazione:martedì 12 maggio 2015

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Per fronteggiare l'emergenza sbarchi e immigrazione, l'Unione Europea sta ripensando a una norma per regolare le responsabilità degli Stati membri sull'accoglienza di rifugiati e dei richiedenti asilo. La nuova Agenda sull'immigrazione che si sta discutendo in questi giorni e che dovrebbe essere approvata a breve dalla Commissione Ue, pone infatti l'accento su tre punti cardine: individuazione ed eliminazione delle imbarcazioni utilizzate dagli scafisti, aiuti ai paesi di origine degli immigrati e introduzione di quote obbligatorie di persone da accogliere per gli Stati aderenti all'Unione.

Il punto più controverso resta la redistribuzione degli immigrati, una misura che ha infatti già ricevuto un deciso no da parte dei Paesi membri durante la seduta del Consiglio straordinario sull'immigrazione che si è tenuto circa tre settimane fa. Secondo quanto trapelato, la divisione per quote obbligherebbe ogni Stato membro dell'Unione Europea ad accogliere un certo numero di immigrati, richiedenti asilo oppure rifugio politico, sbarcati sulle coste italiane così come anche in quelle di altri paesi rivieraschi. La suddivisione per quote dovrebbe essere realizzata tenendo conto di molti parametri, quali ad esempio il Prodotto Interno Lordo (Pil), il tasso di occupazione, il numero degli abitanti e anche quello dei migranti già accolti.

Le persone che oggi affollano i centri di prima accoglienza italiani (ma anche maltesi) verrebbero quindi ridistribuiti tra i ventotto paesi facenti parte dell'Unione Europea, secondo un programma vincolante ed obbligatorio. Sembra però che non siano ancora chiare le basi legali sulle quali questa proposta dovrebbe reggersi. Qualcuno sostiene che potrebbe essere invocato l'articolo 78 del Trattato di Lisbona che sostiene che, in caso di situazioni di emergenza dovute ad un afflusso improvviso di migranti, si possano adottare misure temporanee a beneficio degli Stati interessati. Questa norma garantirebbe alle quote obbligatorie una corsia privilegiata di discussione ma non la renderebbe immune dal voto. Per essere approvata dovrà comunque ottenere dal Consiglio Europeo la maggioranza qualificata.


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