BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

CAOS MIGRANTI/ Blangiardo: inutile parlare di quote senza un "intervento"

InfophotoInfophoto

L’attenzione al contenimento di questi fenomeni deve essere comunque alta. Non giustifico la posizione britannica, in base a cui gli immigrati dovrebbero essere respinti per non incentivare i flussi. Quello di Londra è un discorso per certi versi decisamente cinico, ma per altri versi ha un suo fondo di verità.

 

Perché?

La popolazione dell’Africa sub-sahariana è destinata a crescere in misura enorme nella componente giovane e in età da lavoro. Siccome in quei Paesi migliorare la propria condizione economica è quasi impossibile, in un mondo estremamente collegato e globalizzato come quello di oggi migrare sembra la soluzione più ovvia. Siamo veramente di fronte al rischio di una continua pressione migratoria.

 

Per il Guardian, ci sarà anche l’opzione di forze di terra in Libia per distruggere i barconi degli scafisti. Lei che cosa ne pensa?

E’ la stessa soluzione adottata tempo fa per l’Albania. L’idea di ripeterla in un contesto diverso, e soprattutto senza la cooperazione delle autorità libiche, è più rischioso. L’obiettivo sarebbe comunque quello di ottenere un effetto sorpresa, affondando i barconi finché sono in bella vista. Il vero punto delicato è però che un’operazione di questo tipo, che di fatto è un’operazione di guerra, va attuata a partire da un accordo globale anche con la Russia e con i principali Stati arabi.

 

In quali altri modi si possono contrastare i flussi?

I proverbiali grandi numeri dell’immigrazione di tipo economico sono un dato di fatto. Qualunque cosa serva a disincentivare questa tendenza può valere la pena di essere fatta. In particolare bisognerebbe mettere in atto una qualche azione negli stessi Paesi africani di origine dei flussi, per rendere queste persone consapevoli dei rischi di sopravvivenza che corrono quando compiono questo tentativo. Ma soprattutto occorre spiegare loro che in molti casi si tratta di rischiare la vita e quei quattro soldi che uno ha risparmiato, investendo tutto in un progetto che ha un’alta probabilità di non funzionare.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.