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SELFIE MORTALE/ Anna, morta bruciata viva: la realtà è un cavo elettrico sospeso

Anna, foto da facebook Anna, foto da facebook

Ci sono tante foto di Anna in queste ore sui vari media, tutte rubate dal suo profilo Facebook. Era davvero bellissima, chissà che vita piena avrebbe avuto. O forse no. Anche questo nessuno può dirlo. Nessuno in realtà ha diritto di dire niente, di giudicare Anna e la sua amica.

Quella volontà di esserci che citavamo prima, accontentarsi di un miserabile mondo virtuale, dovrebbe forse aprire un dibattito serio tra chi si occupa di ragazzi. Qualcuno dovrebbe spiegare loro cosa significa davvero esserci. Qualcuno con un cuore pieno di ragioni che oggi sembra così difficile trovare, e in grado di trasmettere queste ragioni. Qualcuno che spieghi la differenza fra virtuale e reale. La realtà infatti è un cavo elettrico sospeso, ma nessuno lo dice più ai ragazzi di oggi. Lo ha detto l'amica di Anna: non eravamo consapevoli dei rischi che correvamo. Conta di più invece fargli comprare il nuovo smartphone, metterglielo in mano e dire loro: non pensate alla realtà, fatevi quanti selfie volete.

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