BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

NUOVE SANTE/ Maria Alfonsina e Mariam Bawardi, l'educazione e il miracolo

Pubblicazione:domenica 17 maggio 2015 - Ultimo aggiornamento:domenica 17 maggio 2015, 8.49

Papa Francesco in Terrasanta (Infophoto) Papa Francesco in Terrasanta (Infophoto)

Aveva appena 13 anni e fu abbandonata agonizzante; quando si risvegliò Mariam si ritrovò in una grotta accudita da una donna misteriosa in cui lei disse di aver riconosciuto la Madonna. Non è una storia incredibilmente vicina alla tragedia vissuta oggi dai cristiani d'Oriente finiti nelle mani dei fanatici dell'Isis?

Dopo quell'episodio drammatico, però, la storia di Mariam continuò: lavorò come domestica presso alcune famiglie fino all'ingresso nel 1865 nel Carmelo di Pau, in Francia, dove prese il nome di Maria di Gesù Crocifisso. Cinque anni dopo partì con alcune consorelle carmelitane scalze per andare a fondare un monastero in India a Mangalore. Ma anche per lei c'era una vocazione che la chiamava a tornare nella sua terra. Rientrò in Francia con un desiderio profondo: fondare un Carmelo a Betlemme, portando quell'ordine monastico che aveva la Terra Santa nelle sue radici fisicamente là dove il Verbo si è fatto carne.

Quell'auspicio divenne realtà nel 1875 con il ritorno nella città della Natività per questa monaca, anche lei benedetta dal dono di esperienze mistiche. Morì giovanissima nel 1878 per le conseguenze di una brutta caduta proprio nel cantiere per la costruzione del monastero: era andata a portare dell'acqua per dissetare gli operai nell'arsura di Betlemme, compiendo così la più elementare delle opere di misericordia. Già allora in Terra Santa i cristiani - ma anche tanti musulmani - cominciarono a chiamarla kedise, la santa. Patrona di un incontro misterioso, irrigato dal suo stesso sangue divenuto un balsamo di amicizia.

 

Giorgio Bernardelli



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.