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NUOVE SANTE/ Maria Alfonsina e Mariam Bawardi, l'educazione e il miracolo

Pubblicazione:domenica 17 maggio 2015 - Ultimo aggiornamento:domenica 17 maggio 2015, 8.49

Papa Francesco in Terrasanta (Infophoto) Papa Francesco in Terrasanta (Infophoto)

Donne cresciute in una società araba, fortemente radicate nella Terra dove Gesù è vissuto, non esenti dalle tribolazioni che accompagnano ancora oggi la vita delle comunità cristiane locali. Se la santità è sempre un messaggio rivolto al presente più che un Oscar alla carriera, questo discorso vale in maniera particolare per madre Maria Alfonsina Danil Ghattas e suor Mariam Bawardi (Maria di Gesù Crocifisso), le due nuove sante palestinesi che oggi vengono canonizzate dal Papa in piazza San Pietro (insieme a Jeanne Emile de Villeneuve e Maria Cristina Brando). Donne vissute tra la seconda metà dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, eppure dalle storie così sovrapponibili a quelle di tanti cristiani di oggi in Terra Santa.

Era nata nel 1843 madre Ghattas, in una famiglia di Gerusalemme che le aveva dato fin dal principio un nome di battesimo mariano - Sultanah, che in arabo significa Regina. Aveva poi scelto giovanissima la vita religiosa nell'ordine delle suore di San Giuseppe dell'Apparizione, religiose francesi presenti in Terra Santa e in molte altre parti del mondo.

Ma fu la Vergine in persona a cambiare le carte in tavola con una richiesta sorprendente: in una serie di apparizioni avvenute proprio a Betlemme - e che per anni rimasero un segreto di cui mise a conoscenza solo il suo padre spirituale - la Madonna chiese alla giovane religiosa di dare vita a un nuovo ordine rivolto in maniera specifica alle donne arabe. Nacquero così - dopo non poche difficoltà a ottenere le necessarie autorizzazioni - le Suore del Rosario, che sono tuttora l'unica congregazione religiosa femminile autoctona della Terra Santa.

Suore arabe per la promozione delle donne arabe, presenza preziosa in tutto il Medio Oriente soprattutto attraverso le loro scuole: oggi sono circa 250 e le si trova anche tra gli immigrati cristiani nei Paesi del Golfo e nella Striscia di Gaza, dove condividono fino in fondo le sofferenze della popolazione civile (durante l'ultima fiammata di violenza - nella scorsa estate - un bombardamento israeliano ha colpito anche la loro scuola, che come ovunque è frequentata anche da tante ragazze musulmane ed è dunque un baluardo educativo importante nella terra di Hamas). Madre Maria Alfonsina morì nel 1927 a Ein Karem - la località dove si fa memoria della Visitazione - ed è sepolta a Mamilla, nel cuore di Gerusalemme, a due passi dalla Porta di Jaffa.

Da Ibillin, un villaggio vicino a Nazareth, veniva invece Mariam Bawardi. Nata nel 1846, ritrovatasi presto orfana di genitori, aveva vissuto un'altra esperienza purtroppo divenuta comune a tanti palestinesi: la diaspora. Fu ad Alessandria in Egitto dove viveva uno zio che ancora bambina l'aveva già destinata in sposa a sua insaputa. Cercando di fuggire a questo destino, si imbatté in un musulmano che voleva farle rinnegare la sua fede cristiana: al suo rifiuto le tagliò la gola con una scimitarra. 


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