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Barbapapà / 45 anni fa la creazione della serie celebrata oggi da Google: i componenti della famiglia (19 maggio 2015)

Pubblicazione:martedì 19 maggio 2015 - Ultimo aggiornamento:martedì 19 maggio 2015, 12.49

Il doodle per i Barbapapà Il doodle per i Barbapapà

BARBAPAPÀ, 45 ANNI FA LA CREAZIONE DELLA SERIE CELEBRATA OGGI DA GOOGLE (19 MAGGIO 2015) - Tutti i Barbapapà, i simpatici personaggi creati 45 anni fa e ricordati oggi da Google, hanno colori e caratteri diversi: Barbabella di color viola ama la moda e i gioielli, Barbalalla è la musicista con un animo ecologista, infatti è verde, mentre Barbaforte è rosso ed è lo sportivo di casa. Barbabarba con folta pelliccia nera è un artista, Barbottina di color arancio è l'intellettuale ironica e Barbazoo è un giallo ecologista profondo amante della natura, mentre Barbabravo tutto blu è l'inventore di casa. Una famiglia in cui ogni componente ha un colore diverso, è un essere flessibile, gommoso, capace di adattarsi a ogni situazione, con una grande generosità e molta bontà. Il messaggio lanciato, sempre attualissimo, e l'importanza di una mente flessibile e aperta all'innovazione, il rispetto per le diversità e per la natura. Gli album a fumetti originali pubblicati in Francia dal 1970 al 2005, comprendono 10 titoli; 6 sono i libri a fumetti e 9 titoli della serie La petite biblioteque pubblicati tutti nel 1974. In Italia i diritti erano inizialmente della Arnoldo Mondadori Editori, nel 2006 alcuni album cartonati vennero pubblicati dalla Piemme e nel 2006 la casa editrice Nord Sud pubblicò altri quattro nuovi album.

BARBAPAPÀ, 45 ANNI FA LA CREAZIONE DELLA SERIE CELEBRATA OGGI DA GOOGLE (19 MAGGIO 2015) - Esattamente 45 anni fa usciva per la prima volta in Francia un fumetto dei Barbapapà, destinato ad avere un successo strepitoso. La serie creata da Annette Tison e Talus Taylor (morto di recente lo scorso 19 febbraio a 82 anni) è celebrata oggi anche da Google con un nuovo logo che però non sarà visibile in Italia ma solo in altri Paesi come tutto il Nord America, Sudafrica, Francia, Finlandia, Serbia, Germania e altri ancora. La storia dei Barbapapà inizia con uno strano ortaggio che spunta all'improvviso nel giardino di una casa mentre il piccolo Francesco sta innaffiando le piante. Diventa subito enorme, quasi informe, assomiglia un po' a una pera rosa, ma ha la capacità di trasformarsi all'istante per risolvere i più disparati problemi, pronunciando la magica frase "Resta di stucco, è un barbatrucco". È un po' scoordinato, buffo, troppo grande, perciò è incompreso ed emarginato, almeno all'inizio. Gli adulti non lo capiscono, lo temono e saranno necessarie tante avventure affinché riesca a guadagnarsi la fiducia dei grandi. Perché invece i due bambini, Francesco e Carlotta, figli dei padroni della casa nel cui giardino è nato, fin da subito conquistati dalla sua simpatia e semplicità, diventano suoi amici.

Dopo essere riuscito a conquistare amicizia e fiducia degli umani, per il primo Barbapapà (che significa zucchero filato) è il momento della solitudine: unico della sua specie va in giro per il mondo, trainato dalla bicicletta dei suoi piccoli amici alla ricerca di una compagna. La troverà però proprio dove era partito: nel giardino di casa dove sbucherà Barbamamma: nera, dolcissima. A lei donerà emozionato un mazzo di fiori rossi che rimarranno per sempre sui suoi capelli. Di seguito, da uova deposte nello stesso giardino, nasceranno i figli e le avventure si moltiplicheranno. Fino al momento in cui i Barbapapà costruiranno un'astronave, una moderna arca di Noè per salpare verso lo spazio, portando con sè gli animali per difenderli dallo smog, dalla caccia e da una fine certa. Torneranno sulla Terra solo quando gli uomini avranno capito l'importanza del rispetto per l'ambiente. Da questi episodi nasce la fama di primo cartone ecologista.



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