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CARCERI/ Voltaire si è fermato a Padova, parola di bici & panettoni

Pubblicazione:martedì 19 maggio 2015 - Ultimo aggiornamento:martedì 19 maggio 2015, 17.40

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Con una chiara dote di sintesi e dimostrando tutta l’attenzione dedicata allo studio condotto, Adolfo Ceretti, ordinario di Criminologia all’Università Bicocca di Milano, nella postfazione fissa l’essenza di quanto accade tra le mura del carcere padovano: «Giotto offre un’alternativa concreta e credibile alle forme di controllo repressivo che, come sappiamo, restituiscono, al termine di un periodo di segregazione, soggetti rancorosi e ritratti dai mondi sociali, spesso sorretti da un’identità negativa […]. La cooperativa incontra le vite di quei giovani la cui traiettoria sembra ineluttabilmente destinata a condurli o a radicarli nelle file della criminalità organizzata, senza ricorrere a forme di controllo segregante e/o a processi di etichettamento, di stigmatizzazione. Così opera in modo diametralmente opposto, restituendo a giovani donne e uomini la possibilità di incontrare la bellezza che abita il mondo».

Si capisce quindi tutto l’interesse che anche gli osservatori internazionali stanno mostrando per quello che è a tutti gli effetti un fattore di cambiamento radicale, non solo delle prassi, ma anzitutto dei paradigmi d’azione, cioè del modo di intendere ciò con cui si prende rapporto. Forse gli anglosassoni parlerebbero di disruptive innovation. Noi, più semplicemente, ci accontenteremmo se si potesse riconoscere questa ricerca come un contributo significativo alla promozione di una cultura sociale ed economica più integralmente umana.

In conclusione, pensando all’esperienza che sarà presentata oggi, peraltro con gli ospiti sopra menzionati, si provi ad immaginare il primo capitolo di un libro che iniziasse così: «Venivano da tutto il mondo per cogliere il segreto del successo delle carceri italiane». Una volta si sarebbe potuto ritenere di avere tra le mani un classico romanzo di fantascienza. Oggi invece è tutto vero e la frase potrebbe comparire tra le pagine di una ricerca di storia contemporanea o, almeno, tra le cronache di questi giorni.



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