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BLACK BLOC A MILANO/ La tragica sceneggiata delle code di paglia

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Non pensano che la loro forma di lotta è un grande potere. Infatti hanno conquistato la scena a Milano. Hanno offuscato l'Expo e ottenuto che tutti i giornali aprissero con i titoli che ho citato all'inizio. Mi pare che l'effetto comunicazione sia lo stesso di quello che ottiene il califfato islamico con le sue azioni efferate.

Cosa volete che interessi a costoro l'impegno a garantire il diritto al cibo per tutti gli esseri umani. La Carta di Milano, l'invito rivolto da Papa Francesco in apertura dell'Expo a tener presenti "i volti di milioni di persone che oggi hanno fame, che oggi non mangeranno in modo degno di un essere umano", ovvero l'invito a lasciarsi colpire e commuovere. Questi uomini in nero amano solo il potere della guerra, vogliono che salti in aria ogni quiete sociale. Per loro il mondo va rovesciato, perché solo dallo sfascio viene lo spazio per cambiare la logica dei diritti umani, che secondo loro devono essere incentrati sul vivere secondo natura, senza regole. La storia non ha insegnato loro niente, non hanno imparato che distruggere non porta con sé la nuova costruzione, che per cambiare bisogna costruire e amare. Le rivoluzioni sono sempre state disastrose. La rivoluzione è nella persona, nel saper andare contro la mentalità corrente, per affermare la vita vera e le buone prassi nella vita e nel fare insieme.

Ma a noi interessa come prevenire e impedire lo svolgersi di questa logica. Ne avremo ancora nei prossimi giorni, i 150 ritornati in abiti normali hanno tute nere di ricambio, agiranno ancora. 

La prima questione è l'ospitalità che ricevono a Milano. Nella città ci sono 23 centri sociali occupati dagli antagonisti, che sono particolarmente liberi da anni grazie a una logica permissiva. Rafforzatasi con la Giunta Pisapia. Basta vedere la delibera che dovrebbe dare la sede al Leoncavallo a spese di beni comunali. Bisogna dire con forza che i black bloc devono essere isolati dagli antagonisti, altrimenti non ha senso dire che hanno diritto a manifestare.

Poi ci sono i magistrati: la prevenzione della violenza è prevista dalla legge, si possono applicare le leggi antiterrorismo nei confronti dei black bloc, perché di questo si tratta. E in ogni caso bisogna punire l'uso del volto coperto; la tuta nera e i caschi sono una palese dichiarazione di voler commettere atti illegali.

Poi i movimenti, dai sindacati alle associazioni ecologiste eccetera. A costoro si deve chiedere di pronunciarsi apertamente contro certe forme di lotta. Per lo meno con la stessa veemenza con cui hanno utilizzato la sentenza della Corte europea sui fatti di Genova.  



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COMMENTI
04/05/2015 - Solo diritti senza doveri? Non funziona così! (Giancarlo Paganini)

Vorrei stigmatizzare come assolutamente negativa l’iniziativa del presidente di Regione Lombardia Maroni che ha annunciato di voler stanziare 1,5 milioni di euro(!!!!) per sanare i danni che i teppisti professionisti di NOEXPO hanno causato a Milano. A parte la considerazione del fatto che non si capisce come mai nella nostra società ci sono alcuni che avrebbero solo diritti (tra cui poter spaccare tutto a piacimento e senza conseguenze) e altri che hanno solo doveri (in primis le forze dell’ordine e poi noi cittadini); a parte il calcolo dell’entità del danno che mi sembra esagerata come valutazione, trovo assolutamente diseducativo (nei confronti dei professionisti della violenza e dei diciassettenni “pirla” che li emulano come fossero eroi) e ingiusto due volte (nei confronti dei cittadini che si trovano a pagare due volte, si trovano l'auto incendiata e distrutta e la casa magari inagibile) che l’amministrazione pubblica spenda i soldi di tutti per sistemare i danni provocati da alcuni. Nei hai presi 5? Paghino quei 5. Se sono 10, paghino quei 10. Se altri, per solidarietà, vorranno aggiungersi, ben vengano, divideranno le spese. Ok se fosse un anticipo, da recuperare, però! Gli paghiamo già il campeggio al parco di Trenno (derogando alle norme che lo vietano), non li possiamo contrastare in alcun modo, se no vanno in galera i poliziotti, almeno non lisciamogli il pelo pagando noi i loro danni! Capirebbero che sono dalla parte della ragione e che i cattivi sono gli altri.

 
02/05/2015 - e se fosse una roba per gli psichiatri? (Claudio Baleani)

Credo sia inutile prendersela con Pisapia o la sinistra. Non è un caso politico, ma di ordine pubblico. Abbiamo leggi e le dobbiamo applicare. L'ufficiale di ps deve mettere la fascia tricolore, intimare lo sgombro, far squillare la tromba 3 volte e ordinare la carica con cavalli e camionette con eventuale uso di armi da fuoco. Non si possono fare ritorsioni la sera quando i manifestanti vanno a dormire. E illegale. E' legale vincere la violenza quando c'è. Tutti gli altri discorsi sono roba per chi ama discutere.

 
02/05/2015 - Credo che il "blocco"... (Umberta Mesina)

Credo che il "blocco emotivo" delle forze dell'ordine sia precedente alla legge anti-tortura, anche se nasce dallo stesso tipo di problema - vale a dire, il timore di essere accusati e processati per aver fatto la loro parte e non per averla trascesa. Altrimenti, per esempio, non sarebbe stato tanto difficile usare gli altoparlanti per dire "attenzione, stiamo per usare gli idranti" e poi usare gli idranti. Il getto d'acqua del camion che ho visto usare per spegnere un incendio avrebbe buttato giù i vandali in nero (sì, precisiamo: non sono "guerriglieri", nome che conferisce una qualche nobiltà) come birilli. L'adrenalina non avrebbe consentito loro di mettersi al riparo; manco l'avrebbero sentiti, gli altoparlanti. Ma se poi uno si faceva un bozzo... apriti cielo. I magistrati invece sono meno comprensibili, ma forse anche loro hanno qualche timore. Però non mi pare necessario invocare nuove leggi, se davvero potrebbero usare quelle che ci sono eppure non l'hanno fatto. Se uno ha dei timori, non userà le leggi nuove così come non usa le vecchie.