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Cronaca

BLACK BLOC A MILANO/ La tragica sceneggiata delle code di paglia

Guerriglia urbana ieri a Milano: 150 black bloc, staccatisi dalla manifestazione No Expo, hanno devastato e incendiato le strade. Conquistando la scena dell'Expo. ALDO BRANDIRALI

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La festa dei lavoratori, l'inaugurazione dell'Expo, la manifestazione no-Expo, abbiamo molte ragioni per parlare di questo 1° maggio. Ma poi tutto esce dal piano della ragione per diventare: "i black bloc devastano Milano" (Corriere della Sera), "Milano in mano ai black bloc" (Il Giornale), "Tute nere devastano il centro di Milano" (la Repubblica). Così i diversi organi di stampa e le televisioni, ognuna per i suoi diversi interessi, hanno gonfiato a dismisura la portata degli incidenti. Scontri limitati nel tempo e nello spazio ben meno gravi di quelli di un mese fa a Francoforte sono stati descritti come apocalittici. Questa gonfiatura mediatica non sminuisce però la gravita di ciò che è accaduto: una piccola minoranza ha potuto porsi al centro dell'attenzione danneggiando per centinaia di milioni di euro la città.  

La dichiarazione del capo della polizia di ieri era "pronti al dialogo, sempre, ma siamo attrezzati per fermare i violenti". Erano stati fatti arresti preventivi, ma i magistrati hanno rimesso in libertà chi era stato oggetto dei provvedimenti per mancanza del fatto violento. Solo tre tedeschi espulsi.

La sentenza della Corte europea sui fatti di Genova ha innestato una nuova preoccupazione: le forze dell'ordine sono accusabili di tortura, e a tal fine è stata subito fatta una legge ad hoc.

Naturalmente la Corte europea non ha detto una parola sulle forme di lotta degli antagonisti di Genova, e nessuno più parla degli agenti feriti e delle violenze che allora dovettero subire per rendere possibile un incontro delle nazioni. 

14 anni dopo, tutto si ripete. Ieri, a Milano, circa 500 antagonisti hanno indossato caschi e passamontagna e hanno preteso che questo sia compreso nel diritto di manifestare (dopo aver oscurato le telecamere nelle strade). Antagonisti vuol dire che sono contro ogni opera pubblica, l'alta velocità, le vie d'acqua progettate per l'Expo, l'Expo stessa, considerata sottomessa alle multinazionali dell'alimentazione. Essere antagonisti vuol dire che le sedi si occupano, che se ne pretende l'assegnazione da parte del Comune di Milano per "l'alta funzione sociale svolta". Antagonisti vuol dire che manifestare è un diritto sino a verniciare i muri, spaccare le vetrine, colpire banche e sedi di multinazionali o agenzie del lavoro. Questo è successo per tutto il pomeriggio a Milano. I gruppi più violenti hanno poi incendiato auto e uffici, sfidato la polizia con mazze e coltelli, con qualche incertezza ma senza ripudiare le violenze. 

Poi ci sono i black bloc, 150 militanti internazionali, professionisti della guerriglia urbana. Si distinguono dagli antagonisti perché si mascherano anche nel vestiario, si mettono tute nere che poi si tolgono dopo gli scontri per non farsi riconoscere (in una piazza ne hanno trovate un centinaio abbandonate). Questi sono anarchici insurrezionali, sono in guerra con tutti i livelli del potere perché convinti che il male è nel potere. 


COMMENTI
04/05/2015 - Solo diritti senza doveri? Non funziona così! (Giancarlo Paganini)

Vorrei stigmatizzare come assolutamente negativa l’iniziativa del presidente di Regione Lombardia Maroni che ha annunciato di voler stanziare 1,5 milioni di euro(!!!!) per sanare i danni che i teppisti professionisti di NOEXPO hanno causato a Milano. A parte la considerazione del fatto che non si capisce come mai nella nostra società ci sono alcuni che avrebbero solo diritti (tra cui poter spaccare tutto a piacimento e senza conseguenze) e altri che hanno solo doveri (in primis le forze dell’ordine e poi noi cittadini); a parte il calcolo dell’entità del danno che mi sembra esagerata come valutazione, trovo assolutamente diseducativo (nei confronti dei professionisti della violenza e dei diciassettenni “pirla” che li emulano come fossero eroi) e ingiusto due volte (nei confronti dei cittadini che si trovano a pagare due volte, si trovano l'auto incendiata e distrutta e la casa magari inagibile) che l’amministrazione pubblica spenda i soldi di tutti per sistemare i danni provocati da alcuni. Nei hai presi 5? Paghino quei 5. Se sono 10, paghino quei 10. Se altri, per solidarietà, vorranno aggiungersi, ben vengano, divideranno le spese. Ok se fosse un anticipo, da recuperare, però! Gli paghiamo già il campeggio al parco di Trenno (derogando alle norme che lo vietano), non li possiamo contrastare in alcun modo, se no vanno in galera i poliziotti, almeno non lisciamogli il pelo pagando noi i loro danni! Capirebbero che sono dalla parte della ragione e che i cattivi sono gli altri.

 
02/05/2015 - e se fosse una roba per gli psichiatri? (Claudio Baleani)

Credo sia inutile prendersela con Pisapia o la sinistra. Non è un caso politico, ma di ordine pubblico. Abbiamo leggi e le dobbiamo applicare. L'ufficiale di ps deve mettere la fascia tricolore, intimare lo sgombro, far squillare la tromba 3 volte e ordinare la carica con cavalli e camionette con eventuale uso di armi da fuoco. Non si possono fare ritorsioni la sera quando i manifestanti vanno a dormire. E illegale. E' legale vincere la violenza quando c'è. Tutti gli altri discorsi sono roba per chi ama discutere.

 
02/05/2015 - Credo che il "blocco"... (Umberta Mesina)

Credo che il "blocco emotivo" delle forze dell'ordine sia precedente alla legge anti-tortura, anche se nasce dallo stesso tipo di problema - vale a dire, il timore di essere accusati e processati per aver fatto la loro parte e non per averla trascesa. Altrimenti, per esempio, non sarebbe stato tanto difficile usare gli altoparlanti per dire "attenzione, stiamo per usare gli idranti" e poi usare gli idranti. Il getto d'acqua del camion che ho visto usare per spegnere un incendio avrebbe buttato giù i vandali in nero (sì, precisiamo: non sono "guerriglieri", nome che conferisce una qualche nobiltà) come birilli. L'adrenalina non avrebbe consentito loro di mettersi al riparo; manco l'avrebbero sentiti, gli altoparlanti. Ma se poi uno si faceva un bozzo... apriti cielo. I magistrati invece sono meno comprensibili, ma forse anche loro hanno qualche timore. Però non mi pare necessario invocare nuove leggi, se davvero potrebbero usare quelle che ci sono eppure non l'hanno fatto. Se uno ha dei timori, non userà le leggi nuove così come non usa le vecchie.