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Cronaca

TERRORISTA A MILANO/ Sbai: ecco la "quota" che Bruxelles vuole imporci

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Lo ripeto ancora una volta: l’unica soluzione è pacificare la Libia, mettere un freno al caos che permette partenze ogni giorno più numerose. Ma la stessa velocità di esecuzione del diktat contro Gheddafi non si applica a questa circostanza, perché ai burocrati di Bruxelles, agli strateghi di Washington e agli inginocchiati esecutori europei non fa comodo fermare questo scempio. Non hanno alcun interesse nel fermare chi prima o poi colpirà e farà ancora più male che a Parigi, perché questo è l’obiettivo finale. Dunque quale stupore può esistere dinnanzi ad un jihadista fermato in Italia dopo aver presumibilmente preso parte ad uno degli attentati più sanguinosi degli ultimi anni? La volontà è lassez faire, l’incapacità regna sovrana e molti altri hanno fatto o magari faranno il tragitto da e per l’Italia dai luoghi del terrore e della morte. Magari verso quella Siria dimenticata, nella quale, passata l’attenzione dei media internazionali, Isis avanza in maniera poderosa. Mentre le poltrone dei buonisti europei restano ben salde ad un potere che ci sta precipitando in un abisso umano e culturale di cui fra qualche tempo, purtroppo, sconteremo le amare conseguenze.

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