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UNIONI CIVILI/ Il giurista: evitiamo ogni confusione tra matrimoni gay e famiglia

Pubblicazione:martedì 26 maggio 2015

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Le Corti hanno indicato, come in Germania, la via della tutela attraverso il riconoscimento delle unioni civili quali formazioni sociali secondo l'art. 2 della Costituzione. Ciò significa che il concetto di matrimonio che l'art. 29 riserva all'uomo e alla donna non dev'essere modificato. Mi sembrano delle indicazioni utili, ma una volta applicate si dovrà fare i conti con la tendenza del mondo occidentale a voler rivedere a tutti i costi sia il concetto di matrimonio sia quello di filiazione.

Dove passa il confine tra riconoscimento dei diritti delle coppie gay ed equiparazione al matrimonio tra uomo e donna?
Secondo me la questione di fondo rimane la filiazione e il diritto di ogni bambino di crescere nella propria famiglia con suo padre e sua madre. Il matrimonio è stato inventato proprio per questo. Del resto la regola secondo cui il marito è presunto essere il padre del figlio nato dalla moglie è inconcepibile nella coppia dello stesso sesso. Credo, peraltro, che la disponibilità di coppie omosessuali ad aiutare bambini abbandonati vada apprezzata, non demonizzata, ma non si può scivolare nell'indifferenza alle differenze. Genitore 1 e genitore 2 non equivale a mamma e papà. Inoltre, pensare che mediante la tecnica (eterologa o utero in affitto) si possa sostituire la natura di cui siamo fatti mi sembra un'illusione.

Lei vede il rischio che per tutelare le unioni civili, anche omosessuali, si trascuri la famiglia così come definita nella nostra Costituzione all'art. 29?
Purtroppo negli ultimi decenni la famiglia dell'art. 29 è stata molto trascurata dalla politica e spesso addirittura osteggiata dal punto di vista culturale e dell'organizzazione economica. Sarebbe una bella sorpresa se questo dibattito, anziché indebolire ulteriormente la famiglia, determinasse un'inversione di tendenza in grado di rinvigorirne la forza istituzionale.

C'è chi auspica un referendum anche in Italia. Che ne pensa?
Che il Parlamento dovrebbe svolgere il suo compito, perché l'Italia non ha bisogno di un'altra fonte di divisione.



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
26/05/2015 - C'è già confusione... (claudia mazzola)

Con la scusa del diritto tutto è concesso. Andrà a finire che si sposeranno pure i cagnolini, o lo fanno già?

 
26/05/2015 - confusione (roberto castenetto)

Mi è rimasta la confusione.