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Top Food Expoerience/ Un pomeriggio nella pasticceria de carcere di Padova

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Una serie di interventi che lasciano un segno nei componenti del gruppo internazionale. «Ieri in Ferrari pensavo di avere visto il top, dice un imprenditore della delegazione, «oggi però c’è ancora qualcosa in più».

«Qui si vede tanta qualità, ma non fine a se stessa, è una qualità che aiuta a dare speranza», commenta una signora cinese intervistata da una tv locale. Il gruppo si sposta pochi metri più in là, dove si inaugurano i locali del call center, della pasticceria, gelateria e cioccolateria, realizzati grazie al finanziamento della Cassa delle Ammende del Ministero della Giustizia e della Fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo. Un po’ dappertutto si possono assaggiare i prodotti Giotto, dai classici panettoni ai nuovissimi cioccolatini con tanti gusti intriganti, dallo zenzero al passion fruit, e gli imprenditori della delegazione non si fanno certo pregare. Da parte loro, i pasticceri e i maestri della Giotto si prestano volentieri a spiegare i segreti di quei prodotti frutto delle loro mani, si raccontano ai giornalisti, chiacchierano con i componenti della delegazione, sempre più stupiti ma anche conquistati dall’atmosfera di questo strano istituto in cui i carcerati sono così diversi dagli stereotipi dei film. Un carcere in cui trovano spazio il gusto italiano celebrato da Expo, ma anche la cura della bellezza, la tensione alla qualità, lo spirito imprenditoriale. Un bel biglietto da visita per il made in Italy.

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