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BENIGNI/ Dante al Senato, Italia in Paradiso? Forse...

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Roberto Benigni ieri in Senato (Infophoto)  Roberto Benigni ieri in Senato (Infophoto)

Nel 1972 nell'Università Statale di Milano regnava il viva Marx, via Lenin, via il compagno Giuseppe Stalin, e la cultura doveva essere funzionale alla rivoluzione proletaria. Certi corsi venivano perciò sostituiti dalle Rap, ricerche alternative parziali. Così lo studio di Dante previsto dal Corso istituzionale di Letteratura del professor, mi pare, Salinari, fu cancellato e sostituito con quello degli appunti di Gramsci raccolti sotto il titolo Letteratura e vita nazionale da Einaudi nel 1950 dopo il vaglio inquisitorio di Palmiro Togliatti. Gramsci è una testa fina della nostra storia e merita certamente d'essere studiato. Ma non invece di Dante. 

Il fatto è che molta classe dirigente e politica si è formata su quella forma mentis che, finiti gli ardori rivoluzionari, sa solo rivolgersi all'utile immediato, cancellare la memoria e così negarsi il futuro.

Perciò sia doppiamente lode a Sua Santità e a Sua Benignità che hanno bruciato d'emblée gli inutili e astratti formalismi celebrativi per andare dritti al centro dell'attualità. L'attualità in cui viviamo, ha detto il papa nel suo messaggio, è fatta di tante selve oscure da cui non sappiamo come uscire, e siam qui disperati; Dante è profeta di speranza perché compie il percorso di ragione e di fede che conduce al riscatto. L'attualità l'ha richiamata da gran marpione — eh, perché Marpione lo è, ma bene così — anche Benigni dispensando, prima di leggere Dante, battute sui senatori al capolinea, sui premier fiorentini dal brutto caratteraccio, sul Pd… Partito di Dante, per additare a tutti il Dante gran politico occupato anima e corpo dalla politica che amava, quella fatta di servizio e di fantasia costruttiva. Per additare anche il Dante poeta creatore della lingua futura che si legge e si capisce, caso unico nella storia universale della letteratura, anche 700 anni dopo. Dante, la fede, la bellezza, la grammatica, la lingua di un popolo. Dante il poeta delle radici e perciò della via d'uscita per il futuro: che non è una svicolata di sguincio ma un'ascesa verso l'alto. O un pellegrinaggio storico teso a ciò che l'uomo sommamente desidera, che Dante ha magistralmente espresso e che la voce emozionata di Benigni ha efficacemente incarnato nell'emiciclo che a volte ci fa tanto feroci: "L'amor che move il sole e l'altre stelle".

Post Scriptum.  Su Youtube gli spezzoni di Benigni al Senato registrano ciascuno visitatori dell'ordine delle centinaia. Un'esibizione di J-Ax 751mila e rotti; un video in home page che si chiama Peli Pubblici (giuro, non so cosa sia), 271.927. Ma allora era meglio… Gramsci!

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COMMENTI
05/05/2015 - Dante su tv2000 (claudia mazzola)

Io ieri ho visto Franco Nembrini con il Paradiso di Dante. Altra cosa da Benigni! A voi capire chi è il mio preferito tra i due!