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DIVORZIO RECORD/ Fidanzati da nove anni, si separano in viaggio di nozze

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Un lungo fidanzamento a distanza di nove anni, poi le nozze a Udine e durante la luna di miele la decisione: il divorzio. Tutto si è consumato in tre giorni sotto il cielo di Parigi. Lei di Pordenone, 38 anni, lui pugliese di 39 anni. Per l’impiegata postale e il militare il viaggio di nozze è stato il primo (e ultimo) passo di convivenza e dopo due notti insieme hanno capito di aver sbagliato a sposarsi. Così hanno rifatto le valigie per tornare in Italia e si sono recati negli uffici della Fondazione nazionale consumatori per le pratiche di divorzio consensuale. E adesso, dopo il sì pronunciato in Municipio, sono di fatto separati. Tra sei mesi ci sarà invece il divorzio, grazie alla formula del divorzio breve. «Secondo i nostri consulenti di coppia – spiega al “Messaggeroveneto.it” Giovanni Rossetti, della Fondazione nazionale consumatori, che ha sede a Roma– non si tratta di dinamiche così strane: se due fidanzati non hanno mai convissuto, alla prova dei fatti può capitare che comprendano di non essere fatti l’uno per l’altra. Il dato insolito, in questo caso, è la brevità del matrimonio». I due ex coniugi, per accelerare i tempi di trascrizione, si sono rivolti al Tribunale, «non potendo accedere al divorzio in Comune per motivi burocratici». La scelta è stata condivisa da entrambi, «in modo pacifico, nonostante il difficile momento». Questo perché quando il matrimonio viene celebrato in un comune diverso da quello di residenza le cose si complicano: «La celerità della trascrizione – spiega il referente del sodalizio – varia da Comune a Comune. Se si desidera convolare a nuove nozze, in calce all’atto di nascita deve comparire lo stato civile di celibe e nubile. Il paradosso è che entro sei mesi il divorzio è sulla carta, ma poi bisogna magari aspettare un anno per la trascrizione: è un problema che ci è stato segnalato da vari colleghi. Se ci si rivolge, invece, al Tribunale, il giudice dispone l’immediata trascrizione. I nostri due associati hanno scelto pertanto questa strada». (Serena Marotta) 



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