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DON GIUSEPPE POLLAROLO/ Impiccagione di Mussolini, il gesto di umanità del sacerdote

Pubblicazione:venerdì 8 maggio 2015

Piazzale Loreto Piazzale Loreto

Dagli archivi dell'Opera don Orione di Milano emerge un documento che racconta particolari sconosciuti ai più di quello che successe in piazzale Loreto a Milano il 29 aprile 1945. Qui come si sa vennero esposti in modo brutale i cadaveri di Mussolini, Claretta Petacci e altri gerarchi fascisti uccisi sul lago di Como, impiccati a testa in giù. Quel giorno in piazzale Loreto c'era anche un sacerdote, don Giuseppe Pollarolo, scomparso nel 1987, appartenente all'Opera don Orione e anche cappellano dei partigiani. Secondo quanto racconta Don Ignazio Cavarretta suo confratello che era con lui quel giorno: "Don Pollarolo è arrivato verso le 11, quando c'era già molta folla e la Claretta Petacci era stata completamente denudata. Venne avanti e quando ha visto lo scempio di questa ragazza nuda, cominciò a dire: “Largo, largo, lasciatemi passare. Questo scempio non si deve vedere”. Tutti lo lasciarono passare. Don Pollarolo era conosciuto. Poi, davanti alla folla sorpresa e per un attimo ammutolita, si è tolto di dosso una specie di spolverino ed ha coperto la Petacci. Ricordo molto bene: lui era vestito da prete, non aveva l'abito militare da partigiano o altro. Aveva una specie di spolverino nero, abbottonato davanti. Se lo tolse davanti a tutti e fu con quello che ricoprì alla meglio il corpo della Petacci. Tutti lo rispettarono". Don Pollarolo era stato sulle montagne con i partigiani, non aveva mai usato armi ma aveva sempre il breviario con sé. A Torino venne anche arrestato dai fascisti e liberato dai partigiani. Così quel 29 aprile commentò i fatti a microfoni di Radio Milano Libera: “ il Cappellano che ha sentito sulla nuca il freddo della rivoltella tedesca ed ha avuto dinanzi il plotone di esecuzione si raccomanda al popolo perché non compia vendette private, né si abbandoni a furori scomposti degni di ogni riprovazione”. E invitò: “Lasciate che questo povero Cappellano, cresciuto alla scuola di Don Orione, l'Apostolo della Carità, vi dia la parola d'ordine per la ricostruzione: collaborare tutti in uno sforzo intelligente, onesto e libero per tradurre in legge l'amore predicato da nostro Signore Gesù Cristo!" .



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