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Peppino Impastato/ Chi è il giornalista ucciso dalla mafia 37 anni fa

Pubblicazione:sabato 9 maggio 2015

Immagine di archivio (Infophoto 2) Immagine di archivio (Infophoto 2)

Particolarmente seguita era la trasmissione satirica "Onda pazza", durante la quale Peppino era solito sbeffeggiare gli uomini politici e i mafiosi, e furono proprio questi servizi, esilaranti e coraggiosissimi, a costargli, molto probabilmente, la vita. Due anni dopo la fondazione di Radio Aut, Impastato pensò bene di rituffarsi a capofitto nella politica: si candidò alle elezioni comunali del 1978 nella lista di Democrazia Proletaria ma non riuscì a portare a compimento la sua campagna elettorale, perché nella notte tra l'8 e il 9 maggio fu ucciso, in maniera becera e cruenta, nello stesso momento in cui a Roma veniva trovato il cadavere del presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro. Il corpo di Impastato, anzi, quel che ne rimaneva, fu rinvenuto sui binari della ferrovia di Cinisi, accanto a lui, c'era una carica di tritolo esplosa: l'intento di coloro che lo assassinarono fu, chiaramente, quello di farlo apparire come un attentatore suicida. Nessuno, ovviamente, credette mai a quella storia, sapendo quanto Peppino Impastato avesse lottato per rendere migliore la Sicilia. Sono trascorsi 37 anni da quel tragico epilogo, dalla fine di quella straordinaria avventura di un cronista col pallino della politica stroncato, sul più bello, da un potere talmente forte che ancora oggi è impossibile contrastarlo.



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