BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

LETTERA AL DIRETTORE/ Le "battaglie"? Non è questione di valori, ma di ragione

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

Si confonde il livello di testimonianza cristiana doverosa e prioritaria per un cristiano con il livello di quel diritto-dovere di ogni cittadino nel criticare e giudicare delle leggi che un governo promuove. I due livelli non si escludono, e mi sembra che nella storia del cristianesimo e della Chiesa italiana in particolare possono andare insieme senza compromettere l'identità del cristiano.

Se non fosse così, allora il lavoro di persone cristiane che hanno testimoniato e si sono impegnate in politica, in opere sociali, nell'educazione sarebbe stato inutile, secondo il vostro editoriale.

Vittadini mette in evidenza che la famiglia naturale è debole, sempre più debole. Sono d'accordo e lo vedo a scuola dove insegno e in confessionale. Ma oltre ad aiutare la società nel testimoniare un'umanità diversa cambiata da Cristo, sono convinto che sia importante chiedere alle istituzioni di difendere la famiglia naturale con leggi che la sostengano invece che distruggerla. Forse delle leggi pro-famiglia, a mio modesto parere, sono importanti quanto, se non di più, delle altre leggi sul lavoro e sulla sussidiarietà di cui Vittadini si è sempre fatto promotore. Infatti la cellula fondamentale e la vera risorsa (anche economica) della società rimane la famiglia (naturale) come ben ha detto papa Francesco pochi giorni fa: "L'economia odierna si è spesso specializzata nel godimento del benessere individuale, ma pratica largamente lo sfruttamento dei legami famigliari. E' una contraddizione grave, questa! L'immenso lavoro della famiglia non è quotato nei bilanci, naturalmente! Infatti l'economia e la politica sono avare di riconoscimenti a tale riguardo. Eppure, la formazione interiore della persona e la circolazione sociale degli affetti hanno proprio lì il loro pilastro. Se lo togli, viene giù tutto".

Se togliamo a livello politico e sociale quel poco di riconoscimento che rimane alla famiglia, viene giù tutto.

Alcune nazioni dell'Unione Europea hanno scelto di far venire giù tutto, come l'Irlanda. Ma tante altre no e l'hanno difesa, come la Croazia. Facciamolo anche noi, per non vergognarci di fronte ai nostri figli e ai nostri nipoti quando nelle scuole di ogni ordine e grado, per legge, verrà insegnato che il loro papà e mamma sono una opzione tra le tante possibili, che il sesso non c'entra con l'amore, che avere cinque genitori è la stessa cosa che avere un papà maschio e la mamma femmina  e che affittare l'utero di una donna è un semplice accordo commerciale.

Io come sacerdote, oltre che testimoniare la ragione del perché vivo, sento anche la responsabilità di avvisare i miei fedeli e i miei studenti che la società italiana sta andando nella direzione di un uso erroneo della ragione, e di una manipolazione della realtà. E' una battaglia persa? Forse. Ma forse è persa finché gli italiani non sapranno veramente cosa bolle in pentola, finché parroci, politici e capi di comunità di Cl continuano a ripetere che è inutile fare qualcosa perché è una battaglia persa. La battaglia sui valori morali cristiani è persa, ma la battaglia per difendere la ragione e la libertà è sempre degna di essere intrapresa a prescindere da come andrà.

Con stima,
padre Mauro Bazzi Ofm Capp. Bergamo

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
19/06/2015 - Roma 20 giugno : il comunicato (fabio sansonna)

Sul comunicato sul Family Day del 20 giugno a Roma : anche se non vi parteciperò per motivi di lavoro, immediatamente mi sono sentito vicino a chi farà questo sacrificio anche per me, e per la mia famiglia. Capisco meno chi ha deciso di non andare con la motivazione che così ci impediamo il dialogo. Un interlocutore che non voglia più dialogare con noi solo perché andiamo a Roma, non è un valido e serio interlocutore e non merita tutta la nostra attenzione e prudenza. Sarebbe come dire che chi è ateo non dialoga più con chi è cristiano solo perché alla domenica va a Messa e questo impedisce il dialogo con lui: non sarebbe un interlocutore serio... Il comunicato su Roma inoltre (che comunque non è firmato CL) non esprime pienamente il metodo, la pedagogia che don Giussani ha insegnato. Don Giussani (capitolo 10 de Il senso religioso) afferma che la coscienza matura nell'uomo in azione, nell'affrontare tutta la realtà con tutti i fattori in gioco, fattore politico compreso: non lo scrive qui, ma altrove sì (L'io, il potere, le opere).

 
14/06/2015 - Non valori ma uso corretto della ragione (mauro bazzi)

Caro prof. Mereghetti, Da questo suo ultimo post mi pare di capire che non ha letto con attenzione la mia lettera al direttore. Come facevo notare, per me non si tratta di una rivendicazione di valori morali e/o cristiani, come anche Vittadini accusava nel suo editoriale, quanto piuttosto di una rivendicazione per un uso corretto della ragione e una difesa della liberta' di espressione e di educazione, messa in pericolo, quest'ultima, dal ddl Scalfarotto e dal ddl Fedeli. Percio', sicuro della sua buona fede, la invito a rileggere la mia lettera.

 
14/06/2015 - Ricominciamo dalle domande vere (Gianni MEREGHETTI)

Carissimo Padre Bazzi, a mio parere la questione seria oggi è capire ciò che vi è in gioco, altrimenti ci si va ad infilare in una strada chiusa e si va avanti e indietro, picchiando la testa a destra e a sinistra senza via d'uscita. Le polemiche di questi giorni sono l'inizio di qualcosa che non va all'origine. Del resto la storia dimostra che non è contrapponendosi che si costruisce, non è la dialettica che sfonda, che trova la via di uscita di una situazione che, lei condivide, è preoccupante. Per trovare il punto di ripartenza bisogna capire ciò che vi è in gioco oggi. Andare sulle conseguenze non costruisce, questo è il giudizio interessante su una battaglia per i valori che pur giusta non va al cuore del problema, anzi lo alimenta. Il problema non è se sia giusto o no una battaglia sui valori, ma qual è ciò di cui l'uomo d'oggi ha bisogno. Chi è lui, che senso ha il suo vivere, qui sta la questione dell'uomo, per questo urge l'educazione e non lo scontro sui valori. La proposta di lavorare per costruire una umanità autentica, in cui l'uomo ritrovi stima per il suo esserci, questa è quanto mai interessante e adeguata all'oggi, perché coglie il bisogno di tutti. Mi sembra che sia una proposta quanto mai chiara e che possa incidere più che una dialettica che fomenta logiche di potere, come se fosse poi una legge a stabilire ciò che è giusto. Prima di ciò che è giusto si devono ridestare le domande vere: ricominciamo da qui!

 
13/06/2015 - Realismo secondo la totalità dei fattori in gioco (mauro bazzi)

Cari prof. Mereghetti, Faccio mia questa citazione di don Giussani. Sintesi incontro Associazione Centri culturali 12-13 aprile 1986, Milano: "1. Noi partiamo da un fatto in cui è la nostra identità; 2. con questo fatto, generosamente e con tutta l'apertura del cuore, ci buttiamo in tutta la realtà senza avere paura di niente; 3. a questo punto siamo allora in grado di giudicare la cultura moderna e di lottare là dove si deve". Il giudizio del centro del movimento di CL è incompleto perché manca di qualche elemento. Il giudizio sulla realtà deve tenere conto della totalità di tutti i fattori in gioco. E mi sembra che finora Vittadini, Violini, Martinelli non hanno saputo far altro che ripetere, come un mantra, un'unica ragione, la testimonianza, (che rimane la prima cosa da fare certamente) ma non sono riusciti a proporre nessun lavoro culturale, sociale ed educativo realista e concreto. A differenza di quanto fatto da Cl nel vicino passato, su lavoro, politica, sussidiarieta' ecc.

 
11/06/2015 - E' questione di educazione (Gianni MEREGHETTI)

Carissimo Padre Bazzi, lei entra nel merito di una delle questioni decisive del tempo che stiamo vivendo e la cui manifestazione più significativa è il lento ma progressivo decadere della consistenza della famiglia e della sensibilità per la vita. E' vero, oggi la famiglia si sta disfacendo, la vita è diventata un oggetto di cui ci si può liberare senza grandi problemi di coscienza, basta farlo in modo indolore. Questa è la situazione, per cui come lei dice vi sono tanti, laici e cristiani, che si trovano uniti nella testimonianza dei valori che sono in crisi. E' una reazione giusta a quello che sta venendo meno, perché mai dovrebbe non essere considerata. Il suo ragionamento è corretto, ma provi a considerare un'altra possibilità, che non si parta da come reagire per riaffermare ciò che è andato in crisi, ma si parta da ciò che l'uomo desidera, dal suo approccio positivo all'esistenza, dalla sua domanda di senso che riguarda tutto. Il problema non è come reagire a ciò che si sta sfasciando, ma come ridestare e far vivere la positività che sta all'origine dell'umano, l'affettività e l'amore per la vita. Per questo il problema prioritario non è quello di difendere dei valori, ma di ricostruire un soggetto pienamente umano. In questo senso mi sembra che sia l'educazione la direzione da prendere, una direzione quanto mai urgente, perché il dramma di quello che sta avvenendo oggi è che l'uomo ha perso una vera affezione a sé. Da qui la vera ripartenza.

 
10/06/2015 - Ragione e buon senso (nicola mastronardi)

Se è una questione di ragione e di buon senso questo deve valere sempre, voglio sapere a questo proposito perché lei caro padre Bazzi e nessuno dei crociati o delle sentinelle ha detto una sola parola quando il vescovo illuminato Bagnasco in occasione del funerale di don Gallo ha dato la comunione il Corpo di Cristo e non un confetto a Vladir Luxuria, oppure quando un altro vescovo illuminato Scola non ha preso una posizione adeguata rispetto a un prof di religione della sua diocesi che durante una sua lezione aveva fatto vedere un filmato sull'aborto,ed è stato messo da parte.Se una battaglia è Vera vale per tutti ma sopratutto per gli illuminati.

 
10/06/2015 - Testimonianza o presenza: che razza di alternativa (Giuseppe Schillaci)

Grazie per questa lettera, piena di ragioni. Caro Vittadini, allora i ragazzi della Rosa Bianca sotto il nazismo e i cattolici che hanno fatto la Resistenza avevano sbagliato tutto! Più in generale, temo che Vittadini, e non solo lui, cada nel pernicioso equivoco secondo cui bisognerebbe scegliere tra testimonianza individuale e presenza sociale o pubblica dei cristiani. I due livelli, invece, non si escludono. Ma quand'è che è accaduta questa, ripeto perniciosa, metamorfosi, da "et ... et" a "aut ... aut"?

 
10/06/2015 - ragione e libertà (roberto castenetto)

Pienamente d'accordo. In Friuli i partigiani della Osoppo, cattolici e liberali, si batterono contro nazisti e comunisti filotitini, "Pai nestris fogolars", "Per i nostri focolari", traduzione del prof. Tarcisio Petracco, mio insegnate di greco e latino e padre dell'Università Friulana, dal motto latino "Pro aris et focis". Oggi la situazione è simile, mutatis mutandis.