BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

LETTERA AL DIRETTORE/ Le "battaglie"? Non è questione di valori, ma di ragione

Non si tratta innanzitutto di una battaglia sui valori che "darebbero consistenza all'identità dei credenti", ma di una battaglia per affermare la ragione e la libertà. Padre MAURO BAZZI

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

Caro direttore,
ho letto con interesse l'editoriale "Il potere e la gloria" del 5 giugno scorso. Anch'io sono convinto di quasi tutto quello che dice il professor Vittadini, altrimenti non avrei risposto alla chiamata di Dio facendomi frate, tanti anni fa. Mi permetta di dissentire però sulla prima parte: "In casa cattolica c'è anche chi, insieme ad atei devoti in cerca di guerre di civiltà o di religione, accusa la Chiesa istituzionale di essere troppo timida, se non inutile nel sostenere le battaglie che darebbero consistenza all'identità dei credenti. Non importa poi se la debolezza della famiglia tradizionale, ad esempio, è sempre più evidente anche tra i cattolici: combattere per affermare valori morali sembra per molti prioritario rispetto al cambiamento profondo che il fatto cristiano produce".

Posta così sembra che tutti quelli che in questi mesi si stanno sacrificando per difendere la famiglia naturale, come alcuni politici (pochi), scienziati, genitori, giuristi, giornalisti, vescovi, sacerdoti eccetera, stiano facendo una battaglia sui valori. Ma è davvero così? Mi sembra che l'errore sia nel confondere i livelli della questione, perché qui non si tratta innanzitutto di una battaglia sui valori che "darebbero consistenza all'identità dei credenti", ma di una battaglia per affermare la ragione e la libertà. Quello su cui papa Benedetto XVI prima e ora papa Francesco, insieme ad alcuni vescovi italiani più illuminati (Scola, Caffarra, Camisasca, Negri e Bagnasco), ci stanno sollecitando, non è innanzitutto una battaglia sui valori morali e/o cristiani ma sull'affermare la ragione di una vera antropologia umana. 

La legge Cirinnà (ma Vittadini l'ha letta per intero?) non è un attacco ai valori cristiani o morali bensì un attacco alla ragione e al buon senso, una resa alle multinazionali di gameti umani, una schiavizzazione della donna con l'utero in affitto e un attacco all'antropologia umana nata dalla storia del cristianesimo ma condivisa dal mondo occidentale almeno fino a qualche decennio fa e su cui si basa la carta fondamentale dei diritti umani dell'Onu. Mentre il ddl Scalfarotto è un attacco alla libertà di espressione e alla libertà di educazione (tanto cara al movimento di Cl).

Alle Sentinelle in piedi di varie città hanno partecipato anche musulmani, protestanti, mormoni, atei e omosessuali. Mi dice dove si vede, in questa forma di resistenza, una battaglia sui valori morali in persone che hanno valori morali differenti ma concordi nel salvaguardare la libertà di tutti?

E alle centinaia di  conferenze che persone degni di stima come lo scienziato Gandolfini, il giurista Amato, i giornalisti Miriano e Amicone, il blogger Adinolfi eccetera hanno fatto in giro per l'Italia, raramente si è sentito parlare di difesa di valori cristiani, quanto piuttosto di valori umani condivisi da tutti e dalla nostra Costituzione, di scienza, di ragione e di libertà.


COMMENTI
19/06/2015 - Roma 20 giugno : il comunicato (fabio sansonna)

Sul comunicato sul Family Day del 20 giugno a Roma : anche se non vi parteciperò per motivi di lavoro, immediatamente mi sono sentito vicino a chi farà questo sacrificio anche per me, e per la mia famiglia. Capisco meno chi ha deciso di non andare con la motivazione che così ci impediamo il dialogo. Un interlocutore che non voglia più dialogare con noi solo perché andiamo a Roma, non è un valido e serio interlocutore e non merita tutta la nostra attenzione e prudenza. Sarebbe come dire che chi è ateo non dialoga più con chi è cristiano solo perché alla domenica va a Messa e questo impedisce il dialogo con lui: non sarebbe un interlocutore serio... Il comunicato su Roma inoltre (che comunque non è firmato CL) non esprime pienamente il metodo, la pedagogia che don Giussani ha insegnato. Don Giussani (capitolo 10 de Il senso religioso) afferma che la coscienza matura nell'uomo in azione, nell'affrontare tutta la realtà con tutti i fattori in gioco, fattore politico compreso: non lo scrive qui, ma altrove sì (L'io, il potere, le opere).

 
14/06/2015 - Non valori ma uso corretto della ragione (mauro bazzi)

Caro prof. Mereghetti, Da questo suo ultimo post mi pare di capire che non ha letto con attenzione la mia lettera al direttore. Come facevo notare, per me non si tratta di una rivendicazione di valori morali e/o cristiani, come anche Vittadini accusava nel suo editoriale, quanto piuttosto di una rivendicazione per un uso corretto della ragione e una difesa della liberta' di espressione e di educazione, messa in pericolo, quest'ultima, dal ddl Scalfarotto e dal ddl Fedeli. Percio', sicuro della sua buona fede, la invito a rileggere la mia lettera.

 
14/06/2015 - Ricominciamo dalle domande vere (Gianni MEREGHETTI)

Carissimo Padre Bazzi, a mio parere la questione seria oggi è capire ciò che vi è in gioco, altrimenti ci si va ad infilare in una strada chiusa e si va avanti e indietro, picchiando la testa a destra e a sinistra senza via d'uscita. Le polemiche di questi giorni sono l'inizio di qualcosa che non va all'origine. Del resto la storia dimostra che non è contrapponendosi che si costruisce, non è la dialettica che sfonda, che trova la via di uscita di una situazione che, lei condivide, è preoccupante. Per trovare il punto di ripartenza bisogna capire ciò che vi è in gioco oggi. Andare sulle conseguenze non costruisce, questo è il giudizio interessante su una battaglia per i valori che pur giusta non va al cuore del problema, anzi lo alimenta. Il problema non è se sia giusto o no una battaglia sui valori, ma qual è ciò di cui l'uomo d'oggi ha bisogno. Chi è lui, che senso ha il suo vivere, qui sta la questione dell'uomo, per questo urge l'educazione e non lo scontro sui valori. La proposta di lavorare per costruire una umanità autentica, in cui l'uomo ritrovi stima per il suo esserci, questa è quanto mai interessante e adeguata all'oggi, perché coglie il bisogno di tutti. Mi sembra che sia una proposta quanto mai chiara e che possa incidere più che una dialettica che fomenta logiche di potere, come se fosse poi una legge a stabilire ciò che è giusto. Prima di ciò che è giusto si devono ridestare le domande vere: ricominciamo da qui!

 
13/06/2015 - Realismo secondo la totalità dei fattori in gioco (mauro bazzi)

Cari prof. Mereghetti, Faccio mia questa citazione di don Giussani. Sintesi incontro Associazione Centri culturali 12-13 aprile 1986, Milano: "1. Noi partiamo da un fatto in cui è la nostra identità; 2. con questo fatto, generosamente e con tutta l'apertura del cuore, ci buttiamo in tutta la realtà senza avere paura di niente; 3. a questo punto siamo allora in grado di giudicare la cultura moderna e di lottare là dove si deve". Il giudizio del centro del movimento di CL è incompleto perché manca di qualche elemento. Il giudizio sulla realtà deve tenere conto della totalità di tutti i fattori in gioco. E mi sembra che finora Vittadini, Violini, Martinelli non hanno saputo far altro che ripetere, come un mantra, un'unica ragione, la testimonianza, (che rimane la prima cosa da fare certamente) ma non sono riusciti a proporre nessun lavoro culturale, sociale ed educativo realista e concreto. A differenza di quanto fatto da Cl nel vicino passato, su lavoro, politica, sussidiarieta' ecc.

 
11/06/2015 - E' questione di educazione (Gianni MEREGHETTI)

Carissimo Padre Bazzi, lei entra nel merito di una delle questioni decisive del tempo che stiamo vivendo e la cui manifestazione più significativa è il lento ma progressivo decadere della consistenza della famiglia e della sensibilità per la vita. E' vero, oggi la famiglia si sta disfacendo, la vita è diventata un oggetto di cui ci si può liberare senza grandi problemi di coscienza, basta farlo in modo indolore. Questa è la situazione, per cui come lei dice vi sono tanti, laici e cristiani, che si trovano uniti nella testimonianza dei valori che sono in crisi. E' una reazione giusta a quello che sta venendo meno, perché mai dovrebbe non essere considerata. Il suo ragionamento è corretto, ma provi a considerare un'altra possibilità, che non si parta da come reagire per riaffermare ciò che è andato in crisi, ma si parta da ciò che l'uomo desidera, dal suo approccio positivo all'esistenza, dalla sua domanda di senso che riguarda tutto. Il problema non è come reagire a ciò che si sta sfasciando, ma come ridestare e far vivere la positività che sta all'origine dell'umano, l'affettività e l'amore per la vita. Per questo il problema prioritario non è quello di difendere dei valori, ma di ricostruire un soggetto pienamente umano. In questo senso mi sembra che sia l'educazione la direzione da prendere, una direzione quanto mai urgente, perché il dramma di quello che sta avvenendo oggi è che l'uomo ha perso una vera affezione a sé. Da qui la vera ripartenza.

 
10/06/2015 - Ragione e buon senso (nicola mastronardi)

Se è una questione di ragione e di buon senso questo deve valere sempre, voglio sapere a questo proposito perché lei caro padre Bazzi e nessuno dei crociati o delle sentinelle ha detto una sola parola quando il vescovo illuminato Bagnasco in occasione del funerale di don Gallo ha dato la comunione il Corpo di Cristo e non un confetto a Vladir Luxuria, oppure quando un altro vescovo illuminato Scola non ha preso una posizione adeguata rispetto a un prof di religione della sua diocesi che durante una sua lezione aveva fatto vedere un filmato sull'aborto,ed è stato messo da parte.Se una battaglia è Vera vale per tutti ma sopratutto per gli illuminati.

 
10/06/2015 - Testimonianza o presenza: che razza di alternativa (Giuseppe Schillaci)

Grazie per questa lettera, piena di ragioni. Caro Vittadini, allora i ragazzi della Rosa Bianca sotto il nazismo e i cattolici che hanno fatto la Resistenza avevano sbagliato tutto! Più in generale, temo che Vittadini, e non solo lui, cada nel pernicioso equivoco secondo cui bisognerebbe scegliere tra testimonianza individuale e presenza sociale o pubblica dei cristiani. I due livelli, invece, non si escludono. Ma quand'è che è accaduta questa, ripeto perniciosa, metamorfosi, da "et ... et" a "aut ... aut"?

 
10/06/2015 - ragione e libertà (roberto castenetto)

Pienamente d'accordo. In Friuli i partigiani della Osoppo, cattolici e liberali, si batterono contro nazisti e comunisti filotitini, "Pai nestris fogolars", "Per i nostri focolari", traduzione del prof. Tarcisio Petracco, mio insegnate di greco e latino e padre dell'Università Friulana, dal motto latino "Pro aris et focis". Oggi la situazione è simile, mutatis mutandis.