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STUDENTE PRECIPITATO/ Il padre di Domenico: non era da solo, un contatto c'è stato

Pubblicazione:mercoledì 10 giugno 2015

Domenico Maurantonio Domenico Maurantonio

"Non è possibile fare una fine del genere in punta di piedi. Senza un rumore, senza un grido, senza nulla. Si parla di un livido sul braccio e tracce di Dna sotto le unghie. Un contatto c’è stato". Torna a parlare il papà di Domenico Maurantonio, lo studente padovano di 19 anni morto il 10 maggio scorso dopo essere precipitato dal quinto piano dell’hotel Da Vinci di Milano mentre si trovava in gita con la classe. Intervistato in esclusiva dal settimanale Oggi, Bruno Maurantonio spiega di essere stato nell’albergo dove è avvenuta la tragedia: "L’altezza della finestra non è un dato interpretabile. Una persona non può sentirsi male e cadere, deve scavalcarla", ha detto. L'uomo non crede neanche all'ipotesi secondo la quale il giovane si sia svegliato in piena notte in preda a forti coliche: "Domenico aveva subito un intervento e il problema era stato risolto. Poteva mangiare di tutto, dal kebab alle patatine fritte. E se anche avesse avuto un problema si sarebbe chiuso in bagno. Non c’è ragione di uscire in corridoio o sedersi sul davanzale".



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