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VALORI & BATTAGLIE/ Si ricomincia da 32? No, da Uno

In piazza per l'aborto nel 1981 (Immagine dal web) In piazza per l'aborto nel 1981 (Immagine dal web)

È una magnanimità non prevista verso il nostro tempo, il fattore che forse può cambiare il nostro tempo.

A proposito di magnanimità, ricordo, come fosse oggi, uno dei passaggi chiave, per quanto un po' traumatico, della mia vita professionale. Lavorando al Sabato nel 1981, all'indomani della sconfitta davvero bruciante nel referendum sull'aborto, avevamo messo come titolo di copertina "Si ricomincia da 32". 32 era la percentuale degli italiani che avevano votato per l'abolizione della legge 194 approvata nel 1978. Era il 17-18 maggio. Passarono poche settimane e don Giussani tornò sul tema del referendum in un'équipe con gli universitari che venne significativamente titolata "Si ricomincia da Uno". Era un giudizio storico oltre che umano quello che Giussani aveva, e che era suonato per noi come una grande lezione anche a livello professionale. Un giudizio storico perché ammetteva con realismo che quel risultato rappresentava «la fine di un mondo» («È stato dimostrato che la mentalità non è più cristiana», aveva detto in quell'équipe). Un giudizio umano, perché spiegava come la ripartenza non potesse fondarsi su un'identità sociale (i 32), ma sulla «presenza fra noi, in forma umana, del Mistero che fa tutte le cose». 

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COMMENTI
11/06/2015 - identità e battaglie (roberto castenetto)

Dato che siamo in fase di citazioni anni ottanta, propongo questa, che mi pare molto attuale: Sintesi incontro Associazione Centri culturali 12-13 aprile 1986, Milano: "1. Noi partiamo da un fatto in cui è la nostra identità; 2. con questo fatto, generosamente e con tutta l'apertura del cuore, ci buttiamo in tutta la realtà senza avere paura di niente; 3. a questo punto siamo allora in grado di giudicare la cultura moderna e di lottare là dove si deve".

 
11/06/2015 - Perfetto! (Fabio Giovenzana)

Perfetto! "Si ricomincia da Uno!". Non dimenticando mai che il richiamo a quest'"Uno" avrà sempre le caratteristiche che fin dall'inizio don Giussani ci ha indicato: 1) deciso come gesto - 2) elementare nella comunicazione - 3) integrale nelle dimensioni (cultura/carità/cattolicità) - 4) comunitario nella realizzazione. Dovesse mancarne una di queste caratteristiche, non sarebbe più un richiamo autentico a quell'"Uno", ma un'altra cosa.

 
11/06/2015 - perchè è così difficile capirsi (paolo canti)

A leggere queste lettere (peraltro interessantissime) ogni tanto sembra di assistere ad un dialogo tra sordi. Tutti credo (pur con qualche distinguo) siano sostanzialmente d'accordo sulla affermazione finale. Ma perché mettere in contrapposizione le cose? Andare a Roma (o cose simili) è in contrasto con quanto afferma Frangi? Si può non condividere la scelta contigente per mille motivi, ma sottolineare questo contrasto non ha senso. L'Uno non potrebbe vivere senza l'altro, altrimenti saremmo degli spiritualisti (e il Gius non mi pare lo fosse).