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MARA SALVATRUCHA / Cos'è la banda di Latinos che ha aggredito il capotreno a Milano

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MARA SALVATRUCHA MS13 - I due ragazzi fermati per l'aggressione al controllore con il machete, avvenuta a Milano nella stazione di Villapizzone, appartengono alla gang criminale Mara Salvatrucha. La Mara Salvatrucha, o MS13, è una banda criminale nata a Los Angeles e poi diffusasi in altri paesi. La scelta del nome è ambigua, esistono diverse ipotesi infatti sul suo significato. Secondo alcuni l'etimologia delle parole Mala Salvatrucha va ricercata nel linguaggio salvadoregno, dove Mara significa gruppo, salva si riferisce all'origine dei componenti, El Salvador, e trucha vuol dire furbo. Quindi letteralmente Mara Salvatrucha significherebbe "Gruppo di furbi salvadoregni". Secondo altri, invece, il nome fa riferimento alla formica marabunta, volendo intendere che i componenti della gang sono dei giovani combattenti salvadoregni. Infine altri attribuiscono la scelta al nome di una strada di El Salvator. Infine il numero 13 potrebbe riferirsi alla M, che è la tredicesima lettera dell'alfabeto, alla superstizione legata al numero fortunato oppure alla tredicesima strada di Los Angeles. Le notizie relative alla nascita della MS13 sono scarse e variegate, vista la chiusura della banda e delle severe regole che legano gli appartenenti al gruppo. Codici, simboli e regole della banda di latinos più violenta: lo scorso anno un programma condotto da LOU Ferrante, "Codice Criminale", ha portato anche sugli schermi italiani le gang americane, che si contendono il territorio e il controllo dello spaccio di droga a suon di coltelli e pistole, e grazie all'approfondimento e ad altri articoli e documentari, possiamo conoscere alcune delle regole alla base del clan. Il rito di affiliazione consiste in un pestaggio collettivo per gli uomini e in uno stupro di gruppo per le donne. Entrare a far parte del gruppo è così importante per i giovani adepti che sono disposti a subire qualsiasi umiliazione pur di farne parte. I tatuaggi sono il simbolo distintivo degli MS13, che siano sul collo, sul petto, o addirittura in bocca l'identificazione è fondamentale. Dalle lacrime tatuate sotto gli occhi, a indicare il numero di omicidi commessi, fino alle riproduzioni del Diavolo, il corpo di questi teppisti diventa una tela per dichiarare la propria appartenenza. Ad oggi, secondo i dati dell'FBI, sarebbero ben 100.000 gli affiliati nel mondo, con una concentrazione più alta in America Latina. Pare che la banda non abbia un capo unico, ma sia divise in cricche, ognuna delle quali presenta un palabrero, ovvero colui che ha diritto di parola e controlla gli altri membri. In definitiva comunque gli adepti compiono le proprie scorribande a briglie sciolte. Obiettivi transnazionali: l'MS13 adesca i suoi commilitoni tra ragazzi poco più che maggiorenni, per assicurarsi totale fedeltà e completa obbedienza. Inizialmente erano i ghetti in cui abitavano le famiglie povere i posti migliori in cui reclutare nuovi adepti, ora però anche i teenager che vengono da famiglie normali vogliono entrare nella gang (potere e violenza smisurata fanno gola agli adolescenti). Nata durante la guerra civile degli anni '80, che costrinse molti salvadoregni ad emigrare in America, inizialmente lo scopo della MS13 era più che altro quello di difendersi dalle gang già presenti sul territorio americano. I gruppi messicani e afroamericani infatti non avevano accolto i nuovi arrivati a braccia aperte, ghettizzandoli per paura di perdere il dominio sul traffico di stupefacenti. Solo in un secondo momento i cartelli messicani e addirittura AL-Qaeda hanno cominciato a fare patti con la MS13. Oggi l'interesse della banda è quello di assumere il controllo delle città in cui si insediano, che siano americane o italiane ha poca importanza. Il marchio di fabbrica con cui commettono gli omicidi è generalmente il machete, firma indiscutibile della violenza della gang. Milano come Los Angeles: già dal 2008 si parla dell'arrivo della MS13 nel nord-Italia. Il fatto che Milano sia la città più colpita non stupisce affatto: crocevia di molte destinazioni, cosmopolita e meta di molti immigrati, il capoluogo lombardo è diventato teatro di lotte intestine tra gang differenti. L'ultimo episodio risale allo scorso 11 giugno. Gli MS13 hanno tranciato il braccio ad un controllore colpevole di aver chiesto loro i biglietti del treno. Dopo i 25 arresti del 2013 si pensava che la cellula milanese della banda fosse stata sgominata, invece pare proprio che non sia così, i Mara Salvatrucha continuano a far parlare di sè. Oltre agli atti di inaudita violenza, arriva anche il Rap a pubblicizzare le gesta di questi criminali che uccidono per il gusto di farlo: YouTube è pieno di video e canzoni di rapper improvvisati che esaltano la propria violenza, i tatuaggi e la lotta alla conquista di Milano. Se per molti ragazzini è un gioco innocente canticchiare questi versi, in altri casi diventa il trampolino di lancio verso il punto di non ritorno. Dalla gang non si esce, si può solo morire "in battaglia". La tragedia che circonda questi sottoprodotti della società ce la raccontano le strade americane. Dal 2004 l'FBI ha istituito una task-force specifica per combattere la dilagante impennate delle gang, prima tra tutte appunto l'MS13. Ascoltando i racconti dei pochi appartenenti disposti a parlare, oppure di coloro i quali hanno amici e parenti all'interno del gruppo, è chiaro che appartenere a questa banda non sia assolutamente un gioco. La crisi economica e la sfiducia nel futuro degli adolescenti, hanno permesso alla Mara Salvatrucha di conquistare sempre più consensi, dando il via ad una temibile impennata di violenza che si espande sempre di più anche sul territorio italiano e comincia a dare battaglia anche alle più radicate associazioni mafiose.



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