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SCABBIA/ Che malattia è? Come si contrae, sintomi e cura

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I microrganismi maschili e femminili si comportano in modo diverso, e contribuiscono diversamente al diffondersi dell’infezione: mentre infatti l’acaro maschio si accoppia in superficie, l’acaro femmina scava in profondità nella pelle per deporre le uova destinate a schiudersi e a prolungare l’infezione, peggiorandone i sintomi. Da quando le nuove uova vengono deposte allo stato di acaro adulto trascorrono all’incirca una decina di giorni. L’infezione da scabbia ha un’incubazione che va dalle tre alle sei settimane, ma il periodo può essere molto più breve qualora non sia la prima volta che il paziente la contrae. La pelle che ha contratto la scabbia presenta numerose linee corte e ondulate di colore rosso vivo o rosso più scuro, che hanno l’aspetto di pustole infiammate e che si concentrano in particolar modo in corrispondenza dei polsi o tra le dita. Un altro sintomo molto frequente è rappresentato da eruzioni cutanee con eritema caratterizzate da pustolette rosse in rilievo che tendono a essere molto fastidiose. Per alleviare il fastidio, il paziente infetto tende a grattarsi moltissimo, soprattutto di notte o dopo essersi lavato con dell’acqua calda, peggiorando così la sintomatologia. Le vesciche o pustolette, infatti, se grattate con troppa intensità tendono a rompersi, generando croste e non di rado dando origine a nuove micro-infezioni. Come già accennato, ogni parte del corpo è interessata da questi sintomi, ma le pustole e le vesciche si concentrano soprattutto su mani, piedi, ascelle, polsi, petto e non di rado natiche e genitali (soprattutto nel caso di infezione per via sessuale, quando il focolaio potrebbe essere proprio in corrispondenza degli organi genitali).

Se non viene curata con appositi farmaci antibiotici, la scabbia non regredisce spontaneamente, né la sintomatologia presenta miglioramenti col passare dei giorni (semmai il contrario). Con le cure attualmente disponibili, è sufficiente una sola applicazione di terapia antibiotica per risolvere l’infezione. Tuttavia i farmaci non proteggono da eventuali, possibili nuove infezioni dello stesso acaro. I medici oggi curano la scabbia tramite creme antibiotiche e antibatteriche o lozioni specifiche che uccidono gli acari (di norma Antiscabbia CM, Eurax o PAF), ma è molto importante che l’applicazione avvenga sul tutto il corpo e non solo sulle zone interessate dalle pustole, senza tralasciare nessun centimetro di pelle.

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