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NUOVA ENCICLICA/ "Laudato si’", ma non per chi fa uno sgarbo al Papa (come l'Espresso)

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

Quanto alla soffiata enciclica, tocca riflettere su un paio di cose: chi ha avuto in mano quel testo, perfezionato o no, pare ben informato, ci informa della sua gestazione faticosa e delle creazioni continue e dell'ultim'ora. Poteva non pubblicarlo? Difficile crederlo. Pensava che in questo modo avrebbe danneggiato perlomeno fatto uno sgarbo al papa? Non si sa. E' possibile, con quanto abbiamo visto e udito in anni recenti, di sì e di no. Lo capiremo leggendo l'enciclica approvata e diffusa al mondo domai mattina, c'è poco da aspettare.

Se non si discosterà molto dalle pagine che tutti possono leggere on line, si sarà trattato di un dispetto fatto all'apparato comunicativo del papa, se invece le divergenze saranno significative concluderemo che la fretta è stata cattiva consigliera, e avrà screditato la testata che ne è stata preda. Ma c'è dell'altro, che più conta: com'è arrivato quel testo alla stampa, all'Espresso, anzitempo? Qualcuno l'avrà passato. E a fin di bene, per regalare entusiasmo ai lettori fedeli? A pensar male si fa peccato, ma spesso ci s'azzecca, diceva quel tale. Un dispetto, così, per celia, o il rimarcare che le stanze, anche se a Santa Marta, continuano ad essere poco sicure, penetrabili come il groviera, per mancanza di controllo, o per preclusa volontà di eluderli, i controlli. Un specie di avvertimento?

Detto questo, dopodomani si leggerà e interpreterà la parola di Francesco, il primo testo di un'enciclica interamente di suo pugno, pensato con autorevoli collaboratori esperti. Per leggerla, dunque, vale la pena aspettare 24 ore, e avere tra le mani il testo sicuro. 

Ho dato però una sbirciatina, tanto per assaggiare. E' un testo poetico. Che trasuda un amore appassionato alla realtà, un'attenzione minuziosa alle sue forme, uno stupore non infantile, ma consapevole delle meraviglie che l'uomo ha davanti ai suoi occhi; una voce profetica sui pericoli, se l'uomo rinuncerà alla sua vocazione: guidare la natura, usarla per il bene comune, unirsi in una sfida globale per "lavorarla", secondo criteri di politica ed economia più umani; uno sguardo di speranza e di meraviglia sul mistero dell'universo, sulla possibilità della ragione di esplorarlo e conoscerlo, senza protervia, senza volontà di dominio, che non sia per l'uomo stesso. 

Chissà se si riuscirà a leggerla, quest'enciclica, lasciandosi portare dal filo che aveva in mente il papa, senza stiracchiarlo dall'una o dall'altra parte. Non è mica chiesto di essere d'accordo. Per chi è credente, è magistero della Chiesa; per chi non lo è, traccia di pensiero di un uomo che è autorità, tra le poche che ci sono rimaste. 

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COMMENTI
16/06/2015 - Nessuno scoop per l'Espresso (claudia mazzola)

Ma chi volete che lo legga l'Espresso? Nessuno, quindi no problem, gli affezionati sanno dove andare a prendere le buone notizie!