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SOS SBARCHI/ Dal molo di Augusta (Sicilia): "quando arrivano ci insegnano a tenere alto lo sguardo"

Pubblicazione:mercoledì 17 giugno 2015

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"Sono profondamente convinto che in Italia ci sono le forze e le energie per superare anche questa contingenza storica. Lo abbiamo dimostrato in passato in altri frangenti, possiamo farlo anche ora. Ma non da soli, ci vuole una strategia concordata insieme all'Europa. Tuttavia non e possibile presentarsi a questa discussione in Europa con Regioni che hanno dato e fatto tanto come la Sicilia e altre che recalcitrano e si rifiutano di fare la propria parte. Io credo che se cominciamo a spostare questo problema dalla logica politica alla logica dei diritti umani, credo che difficilmente ci troveremo in disaccordo. Poi possiamo avere visioni diverse, però non si può spostare un problema che si fonda sui diritti, quello di fuggire dalle guerre e dalla fame, dai massacri e dalle faide politiche che si riversano sulle famiglie, sul terreno politico. Questo è l'asse centrale. Poi ci sta l'economia, la politica e tutto il resto. Ma viene dopo".

Per ultimo gli chiediamo se c'è la percezione che sulla sponda libica si prepari una emigrazione di massa verso le coste europee. 

"Non abbiamo, per il lavoro che facciamo, una percezione precisa. Abbiamo la consapevolezza che questo è un problema sociale che si può affrontare e risolvere. Come europeo il silenzio dell'Europa mi preoccupa. Lo ripeto: siamo di fronte a un fenomeno innanzitutto di natura sociale. Per esempio l'Americ, in quarant'anni è passata da una comunità afroamericana a una ispanoamericana. Anche l'Europa sarà soggetta a cambiamenti di natura sociale, certo per cause diverse. Sono fenomeni normali che si possono affrontare. Possiamo affrontarli e risolverli anche noi. Ma bisogna cominciare".



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