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ENCICLICA LAUDATO SI'/ Bellieni: uno sguardo nuovo da non ridurre a una predica bucolica

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Papa Francesco (Infophoto)  Papa Francesco (Infophoto)

ENCICLICA LAUDATO SI’. Ecologia è solo emergenza o rispetto e prevenzione? Ecologia è solo gas serra? O è un modo di guardare uomini e cose? Papa Francesco porta per mano in un cammino davvero ecologico (umano e cosmico) tutti coloro che hanno a cuore l’ambiente dei loro figli, in un’enciclica che, con grande amore per la scienza e grande preoccupazione per la tecnocrazia, ha tre chiavi di lettura.

1. La prima è la concezione dell’ecologia. Il Papa mette in allerta verso la predazione delle risorse, verso l’esaurimento delle medesime, ma è ben lontano dalla visione catastrofista tanto di moda: parla di rispetto. E questo è un grande passo: non si cura l’ambiente per paura, ma perché si rispetta; non si fanno passi avanti nella cura per paura che finiscano le risorse (ecologia negativa), ma perché si rispetta e ama l’ambiente e chi ci vive. Non è la stessa cosa l’uomo che ha paura (e che paradossalmente se le risorse fossero infinite si sentirebbe autorizzato a maltrattarle senza scrupolo) e l’uomo che si prende cura, perché solo lo sguardo positivo sulla natura e sull’uomo genera uno sviluppo sostenibile. Ma il Papa va oltre: ribalta il dogma maltusiano caro a un ecologismo facilone che suppone una prossima fine delle risorse per eccesso di esseri umani e parla invece di cattiva distribuzione di risorse alimentari che sarebbero sufficienti se ben impiegate non solo a vantaggio di qualcuno.

2. La seconda è la cultura dello scarto. E’ la cultura che scarta sia persone che cose, quasi indifferentemente, in un mondo utilitarista che divide cose e persone in utili ed inutili. Che non sa trarre beneficio dalla differenza e dalla biodiversità. “Non potremo affrontare adeguatamente il degrado ambientale se non prestiamo attenzione alle cause che hanno attinenza con il degrado umano e sociale”. Il lifestyle post-moderno considera persone solo alcuni, quelli cioè che possono farsi valere, e considera utilizzabile solo quello che crede utile, cioè crea un mondo senza fantasia, intrapresa e futuro.

Allora appare chiara una cosa: che oggi non è un pericolo il poco amore per l’ambiente (tutti amano l’ambiente a parole!), ma l’idea che il sommo bene è l’utile che poi è un utile immediato e fumoso, che muore subito, ma nel frattempo distrugge tutto (anche l’ambiente ma anche le persone). E’ un continuo parallelo uomo-ambiente, microcosmo-macrocosmo, ecologia cosmica-ecologia umana che è un ponte lanciato a tutti gli uomini di buona volontà.



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