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LETTERA/ Zola: quattro ragioni per essere in piazza il 20 giugno

GIUSEPPE ZOLA, in questa lettera, spiega i motivi per cui ha deciso di essere presente a Roma domani, per prendere parte alla manifestazione sulla famiglia

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Caro direttore, 

Prendendo sul serio l'invito a darsi e dare "le ragioni ultime" dell'adesione alla manifestazione del 20 giugno, desidero comunicare i motivi che mi hanno portato personalmente a decidere di essere presente a Roma, motivi frutto dell'esperienza di 57 anni di appartenenza attiva alla vita della Chiesa e di 48 anni di matrimonio, che ha dato origine a 2 figli e 7 nipoti.

1) Vorrei, anche (e non solo) in quella piazza, testimoniare (senza urlare) "la bellezza del disegno creatore che inscrive l'immagine di Dio anche nell'alleanza tra l'uomo e la donna", come ci ha invitato a fare papa Francesco il 15 aprile 2015. Ogni strumento e ogni momento sono buoni per questa testimonianza.

2) È particolarmente pressante  l'esigenza di questa pubblica testimonianza in un momento in cui il contesto sociale e il sistema mass-mediatico hanno messo in atto una pesante censura nei confronti di chi vuole proporre un'ipotesi di famiglia che ha le sue radici in millenni di storia. Oggi questa censura impedisce che nasca un vero dialogo. Vado a Roma per esporre con pacatezza le nostre ragioni e, quindi, per "favorire il necessario clima di incontro e di dialogo con chi la pensa diversamente".

3) A questo punto, qualunque sia il giudizio che si voglia dare circa l'evento del 20 giugno (per me è positivo), mi sentirei un vigliacco a non stare vicino a chi ha avuto il coraggio di esporre la propria faccia, le proprie idee e il proprio tempo per affermare la positività di un'esperienza che il "pensiero unico" dominante (e che affonda le radici ai tempi dell'Umanesimo, come dimostra il servo di Dio don Giussani nel III capitolo di "Perché la Chiesa") vorrebbe seppellire definitivamente.

4) Voglio testimoniare il mio civile dissenso rispetto a tre proposte legislative che ingorgano attualmente i lavori del Senato e che segnalo brevemente: a) se passasse il ddl Scalfarotto, che riguarda la fantomatica "omofobia", verrebbe fatta fuori la libertà di pensiero e di opinione (art. 21 della Costituzione): chi dicesse, ad esempio, che il matrimonio tra uomo e donna è l'unico voluto dalla Costituzione, rischierebbe la galera; b) se passasse il ddl Cirinnà, verrebbe introdotto anche in Italia il matrimonio tra omosessuali, in contrasto con quanto previsto dall'art. 29 della Costituzione e, quel che è peggio, si aprirebbe l'autostrada per le adozioni e per l'orribile pratica dell'utero in affitto; c) se passasse la legge sulla scuola così come è arrivata dalla Camera dei Deputati, verrebbe introdotta in ogni ordine e grado della scuola italiana l'insegnamento dettato dalla cultura del "gender" (mi esonero dal fare in questa sede esempi, che sarebbero osceni, ma che è bene che prima o poi tutti ne vengano a conoscenza, prima di esserne vittime).


COMMENTI
20/06/2015 - sono con chi va a Roma (Diego Perna)

Sono anche se non fisicamente presente a Roma insieme a chi manifesta ed e il segno di un popolo un segno cui non si può rinunciare anche se tutto ciò che è passato in Spagna o in Europa in genere, è passato pur con il popolo presente nelle piazze. Buona giornata

 
20/06/2015 - cosa avrebbe detto don Giussani ? (fabio sansonna)

Occorre rimeditare "L'io, il potere e le opere" di don Giussani più che estrapolare sue frasi da vari contesti, come si fa ultimamente, per avere una conoscenza organica e completa della sua Weltanschaung.

 
19/06/2015 - Comunicato su Roma (fabio sansonna)

Sul comunicato sul Family Day del 20 giugno a Roma : immediatamente mi sono sentito vicino a chi farà questo sacrificio anche per me, e per la mia famiglia. Capisco meno chi ha deciso di non andare con la motivazione che così ci impediamo il dialogo. Un interlocutore che non voglia più dialogare con noi solo perché andiamo a Roma, non è un valido e serio interlocutore e non merita tanto... Sarebbe come dire che chi è ateo non dialoga più con chi è cristiano solo perché alla domenica va a Messa e questo impedisce il dialogo con lui... Il comunicato su Roma inoltre (che comunque non è firmato CL) è come se mettesse al riparo da critiche interne e alla comunità coloro che hanno deciso di non andare , mentre è come se esigesse una giustificazione in più da coloro che ci andranno, e che potrebbero anche essere guardati con sospetto al ritorno nelle loro comunità. Comunque il problema non è solo il 20 giugno a Roma, ma il metodo, la pedagogìa che don Giussani ha insegnato e che non sono molto rispecchiati in questo comunicato. Don Giussani (capitolo 10 de Il senso religioso) afferma che la coscienza matura nell'uomo in azione, nell'affrontare tutta la realtà con tutti i fattori in gioco, fattore politico compreso : non lo scrive , ma nella vita lo ha fatto capire chiaramente.

 
19/06/2015 - Spagna (fabio sansonna)

Al di là dei risultati politici, come sostiene il card Caffarra, sicuramente i cattolici che in Spagna avevano seguito il vescovo Rouco Varela nelle manifestazioni sulla famiglia hanno potuto registrare una presa di autocoscienza e un senso di appartenenza e di unità con la Chiesa che non avrebbero registrato se non avessero partecipato alle manifestazioni. Al di là dell'esito politico negativo. "Anche se la menzogna ricopre ogni cosa, anche se domina dappertutto, ... almeno non domini con la mia corresponsabilità". (A. Solzenicyn, Vivere senza menzogna, 1974)

 
19/06/2015 - quello che dice Vittadini non si può commentare? (giacomo rocchi)

Non so per quale motivo l'editoriale di Vittadini non si può commentare. Io lo faccio lo stesso dopo aver fatto i complimenti a Zola e a dargli appuntamento per domani a Roma: con lui spero saranno in tanti i lettori del Sussidiario! Certo, bisognerà superare il modo di ragionare di Vittadini che - in sostanza - dice che ci vogliono un po' di soldi per le scuole e un po' di soldi per le famiglie con figli ... e non importa se approveranno leggi che definiranno famiglia ciò che non lo è o se alle scuole sarà obbligatorio insegnare il gender ... Strano che di questi progetti l'editoriale "fondante" di Vittadini non parla, quasi che la "vera" politica fosse altra ... Noi il giudizio sul progetto politico di Renzi & co. sulla famiglia e sulla scuola lo faremo sentire domani a Roma!

 
19/06/2015 - Sabato 20 giugno a Roma (fabio sansonna)

E' stata fatta una giusta osservazione sulla situazione attuale di "barbarie" culturale e civile, parlando di famiglia e del 20 giugno a Roma, e cioè che nel Medioevo chi ha ricostruito la civiltà sono stati monaci benedettini e non a caso San Benedetto e i Santi Cirillo e Metodio sono patroni d'Europa. Ma l'aspetto politico non è stato per nulla secondario come fattore della realtà in quei secoli: prima di crollare, paradossalmente, l'Impero Romano aveva fatto un gran "regalo" politico al Cristianesimo che lo stava sostituendo, con gli editti di Costantino e di Teodosio nel IV secolo d.C. I monaci lavoravano in un contesto per loro "tranquillo" politicamente, come sarebbe rimasto per secoli, mentre i cristiani dal XVI secolo in poi hanno dovuto difendere anche politicamente ciò che costruivano nella società, con la nascita degli stati laicisti. Quindi se è vero che occorre costruire nel quotidiano semi di civiltà e umanità nuova come i monaci, è ancora più vero, oggi più che mai, che quel che si costruisce nella società come esperienza umana ha poi bisogno di un contrafforte in ambito politico, un fattore che nel Medioevo invece era già garantito e di cui non c'era bisogno di preoccuparsi. Occorre sempre tener conto di tutti i fattori in gioco.